Olio d’oliva, sostegno da riserva agricola? Hansen: non quest’anno
Bruxelles, 28 set. (askanews) – Il commissario europeo Cristophe Hansen ha precisato oggi a Bruxelles, durante la sua conferenza stampa al termine del Consiglio Agricoltura, che la risposta alla richiesta del ministro italiano Francesco Lollobrigida di utilizzare la Riserva agricola dell’Ue per per finanziare misure eccezionali a favore del settore olivicolo non potrà riguardare i fondi relativi a quest’anno, che sono già esauriti, ma semmai se ne potrà parlare per la prossima stagione.
Inoltre, a quanto ha riferito Hansen, Lollobrigida non ha menzionato nella riunione del Consiglio l’ipotesi di rivedere le quote di importazione nell’Ue di olio d’oliva a dazi zero da alcuni paesi terzi, sebbene il ministro italiano l’abbia evocata durante il suo punto stampa questo pomeriggio a Bruxelles.
“Naturalmente – ha detto Hansen in risposta alla domanda di un giornalista su quanto chiesto dall’Italia – prendiamo atto di questa richiesta; ma com’è noto, quest’anno affrontiamo una sfida importante: la riserva agricola è già esaurita, quindi la questione andrebbe valutata per la prossima stagione. In sede di Consiglio Ue, infatti, si è già fatto riferimento alla riserva agricola del prossimo anno per diverse altre crisi. Pertanto, in questa fase dobbiamo ovviamente valutare la situazione ed esaminare i dati concreti, che devono essere forniti dagli Stati membri richiedenti per poter quantificare i danni e intervenire di conseguenza. Siamo quindi in attesa di tali informazioni. Oggi si è trattato di un annuncio nell’ambito del punto ‘varie ed eventuali’; è chiaro, però, che dobbiamo vedere i dati precisi”, ha puntualizzato il commissario all’Agricoltura.
Poco prima, con i giornalisti, Lollobrigida aveva citato l’ipotesi di rivedere le quote d’importazione a dazi zero affermando: “Ci sono stati a mio avviso anche degli accordi non particolarmente brillanti nel passato, anche con paesi terzi. L’olio d’oliva non è tutto uguale: per mantenere una qualità di produzione molto alta devi riuscire a proteggere un sistema che ha una qualità molto alta. Insomma, se si continuerà a subire una concorrenza di prodotti di qualità inferiore, quelli che oggi garantiscono olio di alta qualità saranno costretti a virare su produzioni probabilmente meno ricche di benessere per i cittadini”.
Le quote di importazioni a dazi zero riguardano alcuni paesi terzi (e in particolare la Tunisia per 56.700 tonnellate all’anno), ma anche il “regime di perfezionamento attivo”, che consente l’ingresso di olio d’oliva non Ue senza dazi unicamente se destinato alla lavorazione, trasformazione o riconfezionamento per essere riesportato fuori dai confini comunitari. Un sistema simile a quello esistente per lo zucchero, e non a caso il ministro vi ha fatto riferimento: “Ci sono state misure, come quelle che hanno coinvolto il mondo dello zucchero – ha ricordato -, che possono prevedere nel caso eccezionale di crisi di mercato delle contrazioni degli accordi a dazio zero”.
Nella sua risposta durante la conferenza stampa, Hansen ha riferito che Lollobrigida “in effetti non ha menzionato” la Tunisia (non lo aveva fatto neanche con i giornalisti) e “non ha fatto menzione” neanche, più in generale, dell’ipotesi di rivedere le importazioni a dazio zero. “Dovrò quindi esaminare la formulazione esatta che proporrà nella futura comunicazione, che presumo arriverà a breve”, ha concluso il commissario.
