Pasta, fatturato filiera cresce più del pil: +5,4% all’anno a 13,5 mld
AskaNews
di admin Administrator  
il 28/09/2026

Pasta, fatturato filiera cresce più del pil: +5,4% all’anno a 13,5 mld

Milano, 28 set. (askanews) – Nel 2025 il fatturato della filiera dell’industria della pasta, dalla coltivazione del grano duro italiano all’industria molitoria fino a quella della trasformazione e produzione della pasta, ha raggiunto i 13,5 miliardi di euro, con una crescita che in valore assoluto è pari a 5,7 miliardi di euro dal 2015, a un tasso medio annuo del 5,4%, superiore sia a quello del pil italiano (+3,2%) sia a quello della filiera agroalimentare estesa (+3,9%). A trainare questi dati la produzione di paste cresciuta a un tasso medio annuo del 7,3% (+4,5 mld di euro) a fronte di un calo dell’1% della coltivazione di grano duro a livello nazionale (-0,1 mld di euro). La filiera così intesa genera 3 miliardi di euro di valore aggiunto, con una produzione nazionale di 4,2 milioni di tonnellate, di cui circa il 60% destinato ai mercati internazionali. A scattare la fotografia il rapporto “Valore Pasta – Il contributo della filiera dell’industria della pasta per il made in Italy”, realizzato da Teha group per i pastai di Unione italiana food. Nel rapporto la novità riguarda la ricostruzione della filiera estesa dell’industria della pasta, che considera anche le attività indotte, ossia i settori collegati alla distribuzione, alla logistica, alla ristorazione, al confezionamento e alla produzione di macchinari. Se si guarda a questa filiera estesa il fatturato, al 2024, sale a 24,6 miliardi.

Negli ultimi dieci anni anche il valore aggiunto è cresciuto, passando da 1,7 a 3 miliardi di euro. Un dato che non tiene conto del valore aggiunto generato dalla coltivazione del grano duro estero, che a seconda delle annate rappresenta il 30-40% della materia prima utilizzata dall’industria italiana della pasta. All’interno di questa filiera, l’industria della trasformazione della pasta, da sola, come si accennava, ha rafforzato in modo significativo il proprio peso, arrivando oggi a rappresentare 8,9 miliardi di euro di fatturato e 2 miliardi di euro di valore aggiunto.

“La pasta rappresenta molto più di un alimento: è una filiera industriale strategica – ha detto Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai di Unione Italiana Food – che crea valore economico, occupazione e competitività per il Paese, contribuendo in maniera significativa alla diffusione del made in Italy nel mondo. I numeri evidenziano la solidità e la capacità di crescita di un comparto che continua a investire, innovare e generare ricchezza lungo tutta la catena del valore”.

“Con questo studio abbiamo realizzato un lavoro di ricerca inedito che, per la prima volta, ricostruisce in modo sistematico la filiera estesa dell’industria della pasta – dichiara Benedetta Brioschi, partner e responsabile food & retail di Teha group – mettendone in luce il reale contributo al sistema economico italiano. L’innovazione metodologica dello studio risiede nella capacità di superare la fotografia della sola produzione industriale, restituendo il valore di un ecosistema articolato di imprese, competenze e filiere collegate”.

A tal proposito, con riferimento al 2024, la filiera estesa genera 5,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto che, considerando gli effetti indiretti e indotti sull’economia, arrivano a 14,3 miliardi di euro, pari allo 0,6% del pil nazionale. Nel complesso, la filiera estesa coinvolge 143 mila imprese, sostiene 78 mila occupati e attiva 1,6 miliardi di euro di investimenti, confermando il ruolo della pasta come motore di crescita dell’economia italiana.

Accanto al valore economico, la pasta continua a rappresentare uno degli elementi più identitari della cultura alimentare italiana. Per quasi sette italiani su dieci (67,6%) è l’alimento che meglio rappresenta la Dieta Mediterranea, mentre oltre la metà della popolazione (54%) la consuma ogni giorno. L’Italia resta inoltre il primo Paese al mondo per consumo pro capite, con 23 chilogrammi all’anno, e cinque dei dieci piatti italiani più apprezzati a livello internazionale sono a base di pasta, a conferma del suo ruolo di ambasciatrice della tradizione gastronomica nazionale nel mondo. “La leadership internazionale della pasta italiana – ha sottolineato Fabio Divella, supervisore divisione Pasta di F. Divella – è il risultato di una filiera integrata che unisce agricoltura, industria, innovazione e cultura alimentare. La capacità di competere sui mercati globali, mantenendo al centro qualità, tradizione e sostenibilità, rappresenta uno dei punti di forza più importanti del sistema agroalimentare italiano”.

[Studio Teha: valore aggiunto di quella estesa a 14,3 mld (0,6% del pil)|PN_20260928_00142|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260928_192749_9E53F651.jpg |28/09/2026 19:27:57|Pasta, fatturato filiera cresce più del pil: +5,4% all’anno a 13,5 mld|Agroalimentare|Economia, Agrifood]