All’ospedale di Aosta il primo impianto di protesi vertebrale all’argento d’Italia
L'équipe di neurochirurgia del Parini durante l'intervento
Sanità
di Fausto Vassoney  
il 07/10/2026

All’ospedale di Aosta il primo impianto di protesi vertebrale all’argento d’Italia

L'intervento è stato eseguito su un paziente oncologico del Parini

All’ospedale di Aosta il primo impianto di protesi vertebrale all’argento d’Italia.

L’intervento è stato eseguito su un paziente oncologico del Parini dall’équipe di neurochirurgia.

Ad Aosta la prima protesi vertebrale all’argento d’Italia

L’ospedale Parini si è reso nelle scorse ore protagonista di una prima volta di spicco.

L’azienda Usl ha comunicato che l’équipe  di neurochirurgia della struttura di Aosta ha eseguito il primo impianto in Italia di una protesi sostitutiva di una vertebra cervicale trattata con argento.

A eseguire l’impianto della protesi, realizzata da un’azienda specializzata attraverso un particolare percorso di ionizzazione per legare l’argento alla superficie del titanio, è stato il team guidato dal dottor Pier Federico Pretti e composto dai dottori Stefano Marasco e Alessandro Agnoletti.

L’intervento è stato eseguito su un paziente oncologico, affetto da una patologia renale con metastasi alla quinta vertebra cervicale.

Una procedura delicata

Prima dell’operazione,  il paziente è stato sottoposto a una embolizzazione (esclusione dell’apporto sanguigno) con chiusura selettiva dei vasi sanguigni che alimentavano la metastasi attraverso un sottile catetere, consentendo ai neurochirurghi di operare in condizioni di maggiore sicurezza.

L’operazione è quindi proseguita con una corpectomia cervicale per via anteriore. «Attraverso una piccola incisione nella parte anteriore del collo – ha precisato il dott. Pretti – abbiamo raggiunto la colonna vertebrale e rimosso la vertebra C5 interessata dal tumore, liberando il midollo e le strutture nervose compresse. Al posto della vertebra abbiamo inserito una protesi cava in titanio, una “mesh”, successivamente fissata alle vertebre vicine mediante una placca e viti, restituendo stabilità alla colonna cervicale».

La protesi vertebrale impiantata

La soddisfazione dell’équipe di Aosta

«Il paziente oncologico è un paziente fragile, con un rischio di infezione più alto della media – ha spiegato Pretti –. Abbiamo deciso di far realizzare una protesi con argento perché ci permette di intervenire sulla prevenzione proprio dove il rischio è maggiore, sulla superficie dell’impianto: l’argento è infatti in grado di ostacolare la proliferazione dei batteri e la formazione del cosiddetto biofilm, la pellicola che i microrganismi possono creare sulla superficie degli impianti e che rende particolarmente difficili da trattare le infezioni delle protesi. Un’infezione dei dispositivi impiantati nella colonna – protesi, placca e viti – rappresenta una complicanza importante e può rendere necessarie terapie antibiotiche prolungate e, nei casi più complessi, nuovi interventi chirurgici. Il problema assume un peso ancora maggiore nei pazienti oncologici, nei quali un’infezione può determinare anche il rinvio o l’interruzione delle terapie contro il tumore. Ho pensato questa protesi partendo da un problema concreto che incontriamo nella nostra attività e, grazie a un particolare processo di ionizzazione, questa soluzione è diventata realtà».

Poi ha aggiunto: «Ringrazio tutta l’équipe, in particolare il dott. Marasco e il dott. Agnoletti, miei collaboratori, e i professionisti medici e infermieri che hanno reso possibile questo primo intervento in Italia».

 

(re.aostanews.it)

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