Sicurezza ad Aosta e in Valle, Bellora: «Facciamo qualcosa in fretta, non voglio avere poi ragione in seguito»
Il tema della sicurezza è stato grande protagonista in tre iniziative portate avanti da Fratelli d'Italia e Lega; Massimiliano Tuccari lancia in resta contro sindaco e vice sindaca di Aosta
«Facciamo qualcosa in fretta, perché la situazione sta diventando un’emergenza. Vorrei evitare di fare il grillo parlante e dire poi che avevo ragione. Onestamente, preferirei avere torto». Il consigliere leghista Corrado Bellora interviene a gamba tesa sul problema della sicurezza ad Aosta e prova a tirare per la giacchetta il presidente della Regione e prefetto Renzo Testolin.
Il tutto in un’infornata di iniziative sul tema, aperte dall’interpellanza di Aldo Domanico (Fratelli d’Italia), poi completate dagli altri due alfieri fratellisti, Massimiliano Tuccari e Alberto Zucchi.
Risposte? Poche da parte del presidente della Regione, se non il mettere in guardia sul puntare il dito su chi amministra, che ha comunque sempre il «peso» sulle spalle della sicurezza in tutti gli ambiti.
Accuse, invece, varie: ma soprattutto al sindaco di Aosta Raffaele Rocco e alla sua vice Valeria Fadda, escluendo, almeno in parte, la Questora Angela Cannavale.
Sicurezza: minoranze all’attacco
Il caso sicurezza, ad Aosta e in tutta la Regione, è stato aperto da Aldo Domanico, che ricordate le risorse governative e i progetti degli enti locali in materia di sicurezza urbana e videosorveglianza, ha voluto fare una ricognizione sui «principali progetti regionali, comunali e interistituzionali attivi in materia di prevenzione e sicurezza urbana», così da capirne efficacia e ammontare delle risorse.
Sicuramente più “ficcante” il leghista Corrado Bellora, che ha tirato in ballo le varie dichiarazioni di sindaco di Aosta, vice e Questora, chiedendo una presa di posizione da parte del presidente Testolin a proposito di dichiarazioni definite «minimizzanti».
«Non amo inutili allarmismi, ma qui si parla di allarme, perché il problema c’è ed è reale – ha esclamato Bellora -. Non è la sede per interrogarla nella veste di Prefetto, ma non si può fare finta di nulla. Condivide le dichiarazioni minimizzanti che dicono che in Valle non c’è un problema di sicurezza, ma di percezione? Io credo che la percezione sia molto vicina alla realtà».
Il consigliere leghista ha poi chiesto gli interventi previsti dalla Regione in materia e ha dato un’ultima sferzata: «Io mi ricordo un’Aosta molto diversa, in cui si usciva senza alcuna preoccupazione e oggi la situazione non è più quella».
A completare il fuoco di fila in materia è arrivata l’interpellanza di Massimiliano Tuccari e Alberto Zucchi.
«L’interpellanza non nasce dai fatti gravissimi avvenuti ad Aosta, ma molto prima, da situazioni gravi che si stanno accumulando – ha detto Tuccari -. Non dobbiamo fare finta che il tema sicurezza non esista, anche se non bisogna fare a gara per ingenerare paura».
Chiedendo conto dei dati contrastanti tra Viminale (reati in discesa) e della Procura (in salita), Tuccari ha chiesto un’immagine precisa per «non sottovalutare».
Evidenziando un problema di illuminazione in corso Ivrea, Tuccari ha lanciato un dardo verso piazza Chanoux.
«La vostra politica, del sindaco e della sua balda giovane vice sono miopi – ha concluso -. Credono che basti un buffetto sulla spalla per risolvere i problemi».
Sicurezza, Testolin: «Nessuno minimizza»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, non ha commentato le dichiarazioni degli altri attori pubblici, ma evidenziato come «il comunicato stampa a seguito del Cosp evidenzia in maniera seria e obiettiva valutazioni e misure da prendere – ha detto -. Nessuno minimizza la presenza di situazioni di criticità nel capoluogo e in Valle, anzi, il fenomeno è contestualizzato e riportato a dimensioni oggettive, indicando la presa incarico e misure previste».
Spezzata una lancia a favore della Questora «molto attenta alle problematiche sul territorio», Testolin ha ricordato le contromisure prese dalla Regione, soprattutto in materia di prevenzione del disagio, Istruzione, politiche sociali, Tavolo delle legalità e Osservatorio, per poi snocciolare anche quelle prese da Aosta e che vanno dall’illuminazione alla videosorveglianza, passando per l’aumento di presenza della Polizia locale.
Inoltre, il presidente e prefetto ha ricordato i provvedimenti presi in sede di Cosp (controlli straordinari, priorità sulle aree più segnalate, Daspo urbani e ordinanze verso pubblici esercizi).
Rispondendo a Domanico, invece, Renzo Testolin ha negato l’esistenza di sostegni regionali per l’installazione di sistemi di videosorveglianza, evidenziando peraltro come la presenza, ormai in tutti i comuni, «non impedisce il verificarsi dei reati», ma interviene, solitamente, per le indagini «su fatti già avvenuti».
Il presidente ha anche ricordato i principali interventi legati a contributi statali: circa 250.000 euro per l’Unité des Communes Grand Combin e circa 86.500 euro per il progetto dei Comuni di Verrayes e Saint-Denis.
Per il 2025, poi, ci sono le istruttorie per i progetti presentati da Cogne, Issime e Jovençan, nessuno per il 2026.
«Le risorse non sono infinite e su queste incide anche l’indice di criminalità – ha aggiunto Testolin -. La Valle d’Aosta, fortunatamente, presenta livelli di criminalità molto bassi e questo, se da un lato rappresenta un dato positivo per la nostra comunità, dall’altro rende più difficile ottenere punteggi elevati nelle graduatorie».
Infine, nella replica a Tuccari e Zucchi, Testolin si è scagliato in difesa degli amministratori.
«Sfatiamo il mito che chi amministra non abbia a cuore ciò che accade – ha esclamato -. Chiunque si porta sempre dietro il peso delle situazioni di pericolo di ogni genere. Le attenzioni fanno parte di un agire quotidiano, poi trasmetterle in termini assoluti diventa complesso».
E ha chiuso, citando gli ultimi dati disponibili, che secondo il Sole24Ore mettono la Valle d’Aosta al 76° posto su 106 provincie per fatti criminali.
«Nessuno vuole affermare che siamo un’isola felice – ha concluso -, ma questi sono i dati su cui si fanno ragionamenti».
Bellora: «Vorrei evitare ulteriori degenerazioni»
In replica, Corrado Bellora si è riservato un intervento sulla Questora.
«Nessuno vuole criticarla né minimizzare il suo ruolo, ma credo che venga da realtà diverse dalla nostra, come Milano o altri grandi centri urbani – ha detto -. Forse la sua sensibilità su una realtà contenuta e considerata un’isola felice è un po’ diversa. Il compito del presidente della Regione sarebbe quello di sensibilizzarla su un’altra realtà».
Massimiliano Tuccari ha puntualizzato un aspetto.
«Fino a qualche anno fa, interpellanze e iniziative in materia di sicurezza non erano così concentrate, chiediamo di avere numeri e statistiche per non correre poi dietro al fenomeno – ha concluso -. Non vogliamo puntare il dito, se non su sindaco e vice di Aosta, che tanto stanno “deficitando” in materia».
(al.bi.)
