26 anni fa, l’alluvione che mise in ginocchio la Valle d’Aosta: «una ferita nella memoria della nostra comunità»
Il presidente della Regione rinnova il ricordo delle vittime e la vicinanza alle famiglie, ribadendo l’importanza di un sistema organizzato per le emergenze
26 anni fa l’alluvione che mise in ginocchio la Valle d’Aosta.
Lo ricorda oggi, giovedì 15 ottobre il presidente della Regione Renzo Testolin.
«Gli avvenimenti del 2000 ci ricordano che, in un territorio alpino come il nostro, la sicurezza richiede conoscenza, attenzione e responsabilità condivisa.
Fare memoria significa anche questo: trasformare l’esperienza del passato in un impegno concreto per il futuro, affinché il lavoro della Protezione civile continui a essere una garanzia di tutela per tutta la comunità valdostana».
(Foto archivio Ufficio Stampa presidenza della Regione)
Una ferita nella memoria della nostra comunità
Il presidente della Regione rinnova il ricordo delle vittime e la vicinanza alle loro famiglie.
«Il ricordo di quei giorni rimane una ferita nella memoria della nostra comunità. Le vittime, le famiglie colpite, i villaggi devastati e le tante persone che videro cambiare improvvisamente la propria vita rappresentano una parte della nostra storia che abbiamo il dovere di custodire.
A distanza di ventisei anni, il nostro pensiero va a chi ha perso i propri cari e a quanti hanno vissuto direttamente le conseguenze di quella tragedia».
Un sistema organizzato per le emergenze
«Da quell’esperienza, tanto dolorosa quanto significativa, è maturata anche una maggiore consapevolezza della necessità di affrontare le emergenze attraverso un sistema organizzato, nel quale istituzioni, enti locali, strutture operative, professionisti e volontari siano in grado di agire in modo coordinato e sinergico – commenta Renzo Testolin -. È un percorso che ha contribuito a strutturare progressivamente la Protezione civile valdostana come un vero sistema delle emergenze, con strumenti e procedure condivisi e con la capacità di mettere in relazione competenze e risorse diverse.
In questo cammino si inserisce anche la Centrale Unica del Soccorso, punto di riferimento per il coordinamento delle attività di emergenza.
Il ruolo della Protezione Civile
Negli anni, questo sistema ha continuato a crescere grazie all’esperienza maturata sul campo, all’evoluzione delle tecnologie, alla formazione e alle esercitazioni, che permettono di verificare le procedure, consolidare le collaborazioni e individuare gli aspetti da migliorare.
Perché la Protezione civile non è chiamata soltanto a intervenire quando un evento si è verificato, ma deve lavorare ogni giorno per anticipare i rischi, preparare le risposte e ridurre, per quanto possibile, le conseguenze degli eventi naturali su persone, abitazioni e infrastrutture.
In questa prospettiva si colloca anche il lavoro che la nostra Protezione civile sta portando avanti in vista di EU-ALPEX2027, la prima esercitazione unionale europea di questo tipo, che vedrà il prossimo anno la Valle d’Aosta impegnata in un’importante attività di preparazione e coordinamento.
È un’occasione di crescita per l’intero sistema, che consentirà di mettere alla prova capacità operative, procedure e collaborazione tra le diverse componenti, rafforzando ulteriormente la nostra preparazione di fronte a scenari complessi.
(re.aostanews.it)
