Minacce di morte sotto un post su Facebook; Manfrin: «non temo denunce»
“Bismillah, c’est les ténèbres!”, 'in nome di Allah è l'oscurità'', è la frase pronunciata da Chiara Bérard, lo scorso 17 ottobre a Torino, che ha scatenato gli insulti degli haters. La formulazione, però, è il "motto" diventato virale tra i giovani in protesta in tutta Europa perché suggerisce un maldestro tentativo della polizia francese di infiltrare una chat studentesca
Minacce di morte sotto un post su Facebook; Manfrin: «non temo denunce».
Haters scatenati
La studentessa universitaria valdostana Chiara Bérard è finita nel mirino degli haters per la frase ‘Bismillah c’est les ténèbres’, ‘in nome di Allah è l’oscurità’, scandita nel video al termine del corteo di Torino mentre si allontana in mezzo alla folla in piazza Castello lo scorso sabato 17 ottobre.
«Che demente, sta gente andrebbe presa portata in un paese islamico e lasciata lì»; «Ma questa ‘comunista’ che puzza di merda lo sa che in una teocrazia islamica farebbe una brutta fine? Lei come i suoi amichetti centrosocialari, trans ed lgbt?»; «Dove cazzo abita questa rincoglionita che l’andiamo a trovare» sono solo 3 delle centinaia di miglia di commenti.
A scatenare le reazioni il post del capogruppo regionale della Lega Andrea Manfrin e giornalista pubblicista, che ha ripubblicato sui social il reel di Chiara Bérard.
Il significato reale della frase: il tentativo – fallito – di infiltrare una chat da parte della polizia e la satira della Gen Zed
La frase è diventata ormai virale tra i giovani in protesta di tutta Europa perché racconta di un fallito tentativo di un poliziotto francese di infiltrare una chat studentesca.
“Bismillah c’est les ténèbres”, infatti, è una locuzione che nessun islamico potrebbe pronunciare, perché Allah non può essere associato alle tenebre nella loro cultura.
Ecco così che il poliziotto francese, nel digitare quella frase, è stato velocemente smascherato nel suo tentativo.
Ironicamente la GenZed francese, e a seguire quella degli altri paesi in protesta, stanno utilizzando la frase per richiamare scherzosamente al rocambolesco tentativo della polizia.
La reazione di Chiara
«Sto valutando i passi da seguire con gli avvocati» fa sapere la giovane studentessa universitaria.
Della vicenda dice: «non mi ha stupito. Mi era già successa in passato di essere presa di mira come persona attivista».
A lasciarle l’amaro in bocca è la strumentalizzazione: «Mi dispiace che si utilizzi il richiamo all’odio per distogliere l’attenzione dai problemi reali. È allucinante che un consigliere regionale adotti un tale comportamento. Le preoccupazioni di una persona delle istituzioni dovrebbero essere altre».
Il post
«Grazie a Francesca Totolo – autrice e reporter di destra – scopro che Chiara Bérard, attivista arcobaleno e candidata alle elezioni regionali della Valle d’Aosta con la lista di estrema sinistra “Valle d’Aosta Aperta”, si aggirava ieri (sabato 17 ndr) durante la manifestazione di Torino dichiarando orgogliosamente “In nome di Allah, è l’oscurità”. Bismillah c’est les ténèbres» scrive in un post.
Rivendica e rilancia Manfrin
Rivendica la sua posizione Manfrin che di istigazione all’odio non vuole sentire parlare. «Chi immagina una cosa del genere mi denunci. Mi prendo le mie responsabilità».
Ribadisce: «il post non snatura nulla. Sono contento della sua visibilità e lo rivendico tant’è che l’ho rilanciato su tutti i miei social, ricordandomi che non l’avevo fatto anche grazie ad alcuni giornalisti di sinistra».
E su Facebook rilancia «ho visto, con immenso piacere, che i soliti media hanno prontamente dato il proprio soccorso rosso ai compagni di piazza, per giustificare gli slogan delle marocchinate, ed ho capito di aver colto nel segno».
Barberio (FN), decontestualizzato il post
Sulla vicenda era intervenuto anche il responsabile valdostano di Futuro Nazionale Vitaliano Barberio con un post che fa sapere «quando mi sono reso conto che la frase era stata estrapolata dal contesto ho cancellato il mio post, fatto comunque a titolo personale».
(da.ch.)
