Aosta, Sicurezza: Pla vota con l’opposizione, Forza Italia se ne va, l’ordine del giorno non passa ma crea scompiglio
Il consiglio comunale di Aosta
di Alessandro Bianchet  
il 29/10/2026

Aosta, Sicurezza: Pla vota con l’opposizione, Forza Italia se ne va, l’ordine del giorno non passa ma crea scompiglio

Il documento presentato da Lega, Renaissance, Fratelli d'Italia e Gruppo Misto è stato respinto, non ci sarà nessuna commissione speciale per parlare di sicurezza e degrado

Pour l’Autonomie vota con l’opposizione, Forza Italia abbandona l’aula in quanto non interpellata e alla fine nessuna commissione speciale, ma un confronto spostato nelle commissioni permanenti. Più che novità in materia di sicurezza è stato questo il risultato portato a casa dall’ordine del giorno (respinto con astensione di maggioranza e Avs, ma senza Pla, che ha votato con la minoranza) presentato nel consiglio comunale di Aosta da Lega, Renaissance, Fratelli d’Italia e Gruppo misto.

Sicurezza, l’ordine del giorno

Ripercorrendo tutto l’iter che, infine, ha portato all’ordinanza che vieta il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche nei luoghi pubblici, tutte le iniziative portate dalla minoranza, i vari distinguo, la posizione del sindaco e le aperture di Pour l’Autonomie, Sylvie Spirli (Lega) ha evidenziato come «rispetto allo scorso anno, quando sicurezza e degrado urbano non erano una priorità, alla luce di quanto accaduto lo sono diventati anche per voi» sottolinea la consigliera del Carroccio, entrando poi nei dettagli dell’iniziativa.

In merito alla celeberrima ordinanza, «non possiamo dire di essere contrari, saremmo incoerenti, ma la riteniamo tardiva – ha continuato -. In più, dà ragione a tutte le iniziative che come opposizione abbiamo portato avanti nei mesi».

Ecco che, sfruttando anche l’appello di Giorgio Giovinazzo (Pla), le opposizioni (esclusa Forza Italia e Avs) hanno richiesto la costituzione di una commissione consiliare speciale sulla Sicurezza Urbana ai sensi dell’articolo 49 del regolamento del Consiglio.

«Anche io ho sostenuto che il consiglio comunale fosse il luogo adatto per il confronto», ma sulla base di quanto fatto in epoca Covid «dove abbiamo messo da parte le divisioni», Spirli crede che una commissione speciale possa «analizzare le singole criticità, audire i rappresentanti delle Forze dell’ordine ed elaborare un piano d’azione condiviso da portare in votazione in Consiglio comunale».

Insomma, un pacchetto sicurezza fatto di vari elementi.

Sicurezza, il sindaco: «Sì, al confronto, ma nelle commissioni»

Il sindaco Raffaele Rocco ha dato una risposta amministrativa e politica evidenziando le differenze di vedute tra i due schieramenti e ha ricordato che la sicurezza è diventata una priorità col trascorrere delle settimane, ma «affrontata con interventi complessivi, coordinati e tante iniziative – ha detto -. Io non banalizzo la sicurezza, e quando parlo di percezione non dico che i problemi non esistono, ma denuncio la creazione di legami tra singoli episodi che mettano in discussione il fatto che Aosta sia sicura».

Insomma, per il sindaco, dati e fatti vanno analizzati e contestualizzati, al fine di arrivare a un approccio che porti a una soluzione complessiva e a tante sfaccettature.

«L’istruttoria partita in primavera può sembrare perdere tempo, ma è riconoscere il problema prima di affrontarlo nel modo giusto – ha aggiunto, spronando poi i cittadini -. Si denunci, alle forze dell’ordine e al sindaco, così si possono capire le zone più calde».

Poi, la pseudo apertura.

«Pla ha indicato un percorso di collaborazione tra maggioranza e opposizione, io non rinnego le aperture fatte, ma la nostra disponibilità è quella di avere una discussione tranquilla e pacata in commissione, visto che sono già in corso tante iniziative e non si parte da zero».

Sicurezza, il dibattito

Giuseppe Manuel Cipollone (FdI) ha rivendicato per l’ennesima volta Strade sicure, per poi sottolineare un aspetto.

«Si può andare verso la convergenza, ma con il sindaco di ora, non quello di luglio – ha detto, per poi aggiungere in dichiarazione di voto -. Purtroppo si perde l’opportunità di far lavorare insieme la maggioranza più debole di sempre e la minoranza più forte di sempre».

Giovanni Girardini (Renaissance) non ha alzato minimamente i toni, se non nel finale, quando punzecchiato da Sara Timpano sull’assenza di Forza Italia, ha messo i puntini sulle i.

«Anche in minoranza ci sono sensibilità diverse, ma alla gente piace vederci collaborare per ottenere qualcosa di utile per la città – ha detto -. Sarebbe bello trovare una strategia sostenibile e più difendibile davanti alla città. Forza Italia? La rottura si è consumata il giorno dopo il tradimento con l’ingresso nel governo regionale, mi sembra netta la differenza con voi».

E la differenza si traduce nel voto favorevole di Giorgio Giovinazzo (Pla), che tenendo fede al comunicato diffuso qualche settimana fa, ha aperto comunque una crepa in maggioranza.

«Il comunicato esprimeva un disagio anche dei cittadini – ha spiegato -. Avrebbe potuto servire una commissione temporanea con funzioni speciali, ispettiva e una durata definita» sul modello di quanto fatto in città come Torino, Parma e Firenze.

«Senza luogo istituzionale la protesta si sposta in piazze e social – ha poi aggiunto -, ma non si strumentalizzi l’avere opinioni o sensibilità diverse. Io voto a favore per coerenza e perché su sicurezza e degrado Pla non fa slogan. Da oggi, se qualcosa non lo riterremo giusto, voteremo contro. Se tra sei mesi saremo ancora qui a parlare di sicurezza sarà una sconfitta».

Katya Foletto (Avs) ha giustificato l’astensione.

«A noi non interessa parlare solamente di sicurezza in termini repressivi e di proibizionismo – ha chiuso -. Interessa piuttosto il lavoro sul territorio, la mappatura di risorse per intervenire su disagio giovanile e sociale e la creazione di una rete funzionale per contrastare determinati fenomeni».

Luca Tonino (Pd) ha visto «tanta ansia da prestazione quando si parla di sicurezza – ha esclamato -. Un atto non viene fatto quando ci sono due bottigliette appoggiate, ma si studia, si analizza e si fa un’ordinanza basata sulle normative. Poteva essere fatta prima? Forse si, ma si riconoscano intenti e passi avanti».

(alessandro bianchet)

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