Sanità e territorio: un ambulatorio medico gratuito riservato agli adolescenti
Il servizio esordirà lunedì 2 novembre a Hône e Saint-Christophe e sarà curato dal dottor Angelo Cerbelli
Sanità e territorio: un ambulatorio medico gratuito riservato agli adolescenti.
Un ambulatorio medico gratuito riservato agli adolescenti dai 14 ai 18 anni.
Il dottor Angelo Cerbelli
Il servizio sperimentale della durata di un anno (che non sostituisce il medico di famiglia) sarà avviato lunedì 2 novembre; se ne occuperà il dottor Angelo Cerbelli, medico specialista in Pediatria e con una consolidata esperienza nella medicina dell’adolescenza.
Accesso gratuito, senza prenotazione
L’accesso è gratuito, senza prenotazione.
L’ambulatorio potrà offrire in collaborazione con i medici di medicina generale anche un supporto ai ragazzi con patologie croniche, favorendo la continuità assistenziale nel passaggio dai servizi pediatrici a quelli dell’età adulta.
Particolare attenzione sarà dedicata all’individuazione precoce del disagio psicologico, dei disturbi del comportamento alimentare e delle difficoltà legate alla scuola, alle relazioni, al bullismo e al cyberbullismo.
Ambulatorio a Hône e Saint-Christophe
L’ambulatorio sarà attivo a Hône, il mercoledì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 e a Saint-Christophe, il martedì dalle 16.30 alle 18.30 e il giovedì dalle 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30.
Il progetto pilota introduce un nuovo modello innovativo di presa in carico, prevenzione e accompagnamento sanitario, caratterizzato dalla flessibilità e dalla volontà di un accesso semplificato degli utenti, integrato a servizi già presenti sul territorio, in spazi pensati per favorire l’ascolto e costruire una relazione di fiduica con i giovani.
Il progetto, promosso dal Dipartimento Area Territoriale dell’azienda Usl, nasce per rispondere alla fase di transizione che, complicata dall’attuale momento di carenza di medici di medicina generale, rischia di lasciare ragazzi e famiglie senza un riferimento sanitario stabile proprio in un momento in cui possono emergere bisogni di salute specifici.
Il nuovo ambulatorio potrà inoltre accogliere adolescenti indirizzati dai pediatri, dai medici di medicina generale, dai consultori, dalle scuole e dagli altri servizi sanitari, attraverso percorsi di segnalazione dedicati alla mail ambulatoriopuntox@gmail.com.
Per il primo anno di sperimentazione, l’azienda Usl stima 750-1000 accessi.
Le parole del dottor Angelo Cerbelli
«A 14 anni non si è più bambini, ma non si è ancora adulti. E spesso anche le domande sulla propria salute cambiano, diventano più complesse, a volte difficili persino da formulare – spiega il dottor Angelo Cerbelli –.
Un mal di pancia può raccontare una difficoltà a scuola, un disturbo del sonno può nascondere una preoccupazione, un cambiamento del corpo può generare dubbi che non si ha il coraggio di condividere.
La medicina dell’adolescenza parte proprio da qui: dalla capacità di guardare oltre il sintomo e di ascoltare ciò che un ragazzo riesce a dire, ma anche ciò che fatica a esprimere.
Con questo ambulatorio vogliamo creare un luogo in cui i giovani possano entrare anche soltanto per fare una domanda, senza sentirsi fuori posto o giudicati. Perché a volte la prevenzione comincia proprio così: con una porta aperta, un medico disponibile ad ascoltare e la possibilità di affrontare un piccolo problema prima che diventi grande».
«I consultori familiari rappresenteranno un riferimento privilegiato, in particolare per le tematiche affettive, sessuali e relazionali – scrive l’azienda Usl in una nota -. L’ambulatorio completerà questa offerta attraverso la valutazione pediatrica e adolescentologica, con la possibilità di attivare, quando necessario, percorsi di approfondimento e presa in carico specialistica.
Sono previsti collegamenti con la Neuropsichiatria infantile, il SerD, la Dietologia, gli specialisti ospedalieri, i servizi sociali e i professionisti dell’assistenza primaria.
Il modello prevede inoltre incontri periodici di coordinamento tra il pediatra e i referenti dei servizi, organizzati dai Distretti, per condividere i casi più complessi e verificare l’efficacia dei percorsi assistenziali».
Il commento del direttore sanitario Mauro Occhi
«Gli adolescenti sono rimasti fuori pure dalla programmazione ministeriale successiva al Covid – sottolinea il direttore sanitario dell’azienda Usl, Mauro Occhi – ma non dai nostri radar. L’assistenza sanitaria del futuro non può prescindere dalle terre di mezzo, dalle aree disciplinari a metà tra una competenza e l’altra. Sono le “terre di mezzo” quelle di maggior rischio, dove temiamo di lasciare qualcuno indietro. E’ il caso dell’adolescenza, età contesa tra gli specialisti dell’infanzia e quelli dell’età adulta.
Come pure per altre esperienze vogliamo fare della Valle d’Aosta un laboratorio avanzato a livello nazionale per la sperimentazione di modelli assistenziali innovativi, modelli che sostituiscano quello della medicina spezzettata tra vari specialisti, una medicina che non ci piace perché rischia di perpetuare il pendolarismo delle persone tra un ambulatorio e un altro».
Le parole dell’assessore alla Sanità Carlo Marzi
«Questo progetto rappresenta un’importante innovazione nel modo di pensare e organizzare l’assistenza sanitaria sul nostro territorio – dichiara l’assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi -. Oltre ad aggiungere un nuovo servizio, sperimentiamo un modello capace di adattarsi ai bisogni delle persone, in questo caso dei più giovani, ponendo loro a disposizione un luogo dedicato, anche a libero accesso, con la possibilità di un primo colloquio riservato. Ciò consente di avvicinare la prevenzione nella delicata fase dell’adolescenza, attraverso una modalità di ascolto e un’attenzione complessiva che oltre alla salute e al benessere ricomprenda anche gli aspetti psicologici, relazionali e sociali. Questo servizio integra i progetti e le azioni che l’assessorato e l’azienda Usl hanno messo in campo per l’individuazione precoce del disagio psicologico, nella consapevolezza di dover portare la presa in carico là dove i giovani vivono, studiano e si incontrano, intervenendo prima che le difficoltà diventino problemi complessi all’interno della nostra comunità».
Impérial: «percorso vicino alle esigenze dei ragazzi»
«La vera innovazione di questo ambulatorio è mettere insieme competenze cliniche dedicate, facilità di accesso e capacità di attivare la rete dei servizi – spiega la dottoressa Hélène Impérial, direttrice del Dipartimento Area Territoriale dell’azienda Usl -. Non chiediamo ai ragazzi di adattarsi ai percorsi tradizionali della sanità, ma cerchiamo di costruire un percorso più vicino alle loro esigenze.
Il libero accesso, la possibilità di un primo colloquio riservato e il raccordo con i consultori rappresentano strumenti concreti per intercettare precocemente situazioni che altrimenti rischierebbero di rimanere invisibili».
(re.aostanews.it)
