«Meloni, Meloni vaff… », oltre 200 studenti ad Aosta per la protesta di piazza
La manifestazione, nell'ambito dello sciopero generale proclamato dall'Usb, è promossa dal Comitato valdostano Osa, Opposizione Studentesca d'Alternativa e dal Comitato studentesco Valle d'Aosta
«Meloni, Meloni vaff… », oltre 200 studenti ad Aosta per la protesta di piazza.
Sono oltre 200 gli studenti che dalle 9 manifestano sotto la sede del liceo artistico, ad Aosta.
Non solo studenti, sono numerosi anche gli insegnanti scesi in piazza.
Alla protesta è presente anche l’insegnante che, secondo il Comitato Studentesco valdostano, avrebbe ricevuto un richiamo dalla propria dirigente scolastico per aver manifestato accanto ai suoi studenti due settimane fa in place Deffeyes.
Osa e Comitato studentesco VdA insieme
Promuove il corteo di protesta inserito nello sciopero generale promosso dall’Usb, Unione sindacale di base anche il comitato valdostano dell’Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa.
Cori contro il governo nazionale e contro il governo regionale hanno aperto il sit in di protesta che proseguirà in corteo fino a place Deffeyes.
Le parole del rappresentante di Osa VdA
Al megafono, Loïc Casalatina, portavoce Osa VdA
«I nostri edifici scolastici sono vecchi, sovraffollati, mancano manutenzione e spazi di socialità, non c’è neppure un cortile per trascorrere l’intervallo – spiega il portavoce di Osa VdA Loïc Casalatina -. Anche noi studenti valdostani veniamo lasciati indietro e viviamo gli stessi disagi dei nostri coetanei in Italia anche se rispetto a loro abbiamo qualche vantaggio, per esempio la gratuità dei testi scolastici.
Oggi protestiamo contro il sistematico definanziamento della scuola e diciamo soldi alla scuola, non alla guerra».
Il commento del Comitato Studentesco VdA
Valentina Mitic e Giorgia Comandi, Comitato studentesco VdA
Il Comitato Studentesco Valle d’Aosta è rappresentato da Valentina Mitic e Giorgia Comandi, studentesse del IV e V anno al liceo artistico; «ci siamo uniti all’Osa per promuovere la manifestazione e perchè sosteniamo appieno le loro rivedicazioni» spiegano le studentesse. Dovessimo individuare una priorità diciamo la salute mentale degli studenti.
Non basta attivare uno sportello scolastico per aver risolto il problema.
Denunciamo anche il disinteresse di tanti professori sul tema. Senza contare le condizioni pietose della nostra scuola: porte che non si chiudono, pavimenti spaccati che stanno insieme con lo scotch, mancanza di spazi di socialità ma anche per riporre i nostri strumenti musicali. Servono interventi urgenti e radicali».
(cinzia timpano)
