Confcommercio-Fipe VdA:  no agli alimenti serviti nelle aziende agricole
Graziano Dominidiato
Economia & Lavoro
di Danila Chenal  
il 22/07/2020

Confcommercio-Fipe VdA: no agli alimenti serviti nelle aziende agricole

Per il presidente Dominidiato «è in contrasto a regole, norme, formazione e requisiti ai quali qualsiasi pubblico esercizio deve attenersi».

Confcommercio-Fipe VdA:  no agli alimenti serviti nelle aziende agricole. 

«Tutto ciò, voluto fortemente da Rete Civica è in pieno contrasto rispetto alle regole, le norme, la formazione ed i requisiti che qualsiasi pubblico esercizio deve attenersi». Denuncia il presidente Graziano Dominidiato.

La nuova normativa

E’ entrata in vigore la legge concernente “Proroghe e semplificazioni in materia di agricoltura e commercio”, nella quale, senza alcuna intesa con le categorie interessate e per volontà di Rete Civica, sono state inserite e sono ora in vigore due importanti disposizioni: la prima ‘nei pressi di strutture agrituristiche possono essere previsti spazi aperti destinati all’insediamento temporaneo di un massimo di tre tende o caravan, per un massimo di nove persone ospitate, alle quali siano riservati un servizio igienico, una doccia e un lavabo’;

la seconda ‘In deroga a quanto disposto dall’articolo 4, a tutte le aziende agricole, che già non siano iscritte nell’elenco degli operatori agrituristici, è consentito proporre la degustazione dei soli prodotti aziendali, accompagnati da pane e vino del territorio, a un massimo di venti persone al giorno, per la cui presentazione e somministrazione sono consentiti l’uso della cucina dell’abitazione e l’impiego unicamente di stoviglie monouso in materiale biodegradabile e compostabile, con l’osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario di cui all’articolo 30-bis della legge 9 agosto 2013, n. 98’.

La presa di posizione

«Non voglio aggettivare un provvedimento che considero insensato, offensivo e penalizzante per chi esercita l’attività di somministrazione come attività primaria e al quale viene richiesto il rispetto di decine di norme igienico sanitarie, aggiornamenti professionali, autorizzazioni e nulla osta», sottolinea  Dominidiato. «Ancora una volta le categorie interessate sono state lasciate all’oscuro di un provvedimento di grande importanza e di notevole impatto economico. Con questa legge la Valle d’Aosta rischia di diventare un camping diffuso senza regolamentazioni igienico-sanitarie e fiscali. Una qualsivoglia cucina domestica può diventare una struttura per fornire pasti; un qualsivoglia servizio igienico può diventare un servizio pubblico e tutto questo con buona pace di Rete Civica che ha fatto di tutto affinché questa modifica alla legge regionale venisse inserita e approvata e tutto ciò influirà negativamente sull’intero comparto della ristorazione e ricettività».
(reaostanews.it)

 

Aosta, Centro antidiscriminazioni: 147 interventi in 18 mesi, «discriminazioni spesso invisibili»
La prima progettualità di 18 mesi si è conclusa ma i volontari dell'associazione Arcigay Queer VdA manterranno il servizio di accoglienza e sportello in forma volontaria a partire dal 5 ottobre
il 17/09/2026
La prima progettualità di 18 mesi si è conclusa ma i volontari dell'associazione Arcigay Queer VdA manterranno il servizio di accoglienza e sportello ...
Bollo auto, Baccega: «Esenzione peserà per 6-7 milioni di euro in Valle d’Aosta»
L'assessore regionale alle Finanze fa le carte al provvedimento preso ieri del Consiglio dei Ministri. Secondo il Mimit nella nostra regione beneficerebbero dell'esenzione per il 2027 57.091 persone fisiche
il 17/09/2026
L'assessore regionale alle Finanze fa le carte al provvedimento preso ieri del Consiglio dei Ministri. Secondo il Mimit nella nostra regione beneficer...