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Consiglio Valle: in un quinquennio 257 sedute e 2939 oggetti esaminati

Consiglio Valle: in un quinquennio 257 sedute e 2939 oggetti esaminati

Fiore all'occhiello della XIII legislatura la legge sulla riduzione dei costi della democrazia che ha portato a un risparmio di due milioni di euro

«E’ naturale guardare al futuro ma credo sia giusto offrire un momento di sintesi di quanto portato avanti negli ultimi cinque anni». Ha esordito così il presidente del Consiglio Emily Rini la conferenza stampa nella quale l’ufficio di presidenza ha presentato il report della XIIIa legislatura «profondamente segnata dalla crisi economica e finanziaria e dalle politiche di risanamento nazionale che si sono tradotte in una significativa contrazione della capacità di spesa», ha aggiunto Rini. Ha poi citato «il senso di responsabilità di tutte le forze politiche in Consiglio che hanno portato il loro contributo e le loro idee che spesso hanno trovato momenti di sintesi nell’interesse della comunità valdostana.
A testimoniarlo – secondo il presidente dell’assemblea – i dati statistici: su 204 atti normativi approvati, il 50% è stato licenziato all’unanimità. Per passare ai numeri: le sedute consiliari sono state 257 durante le quali sono stati trattati 2939 oggetti. L’attività ispettiva e di indirizzo politico si riassume in 596 interrogazioni, 1080 interpellanze, 107 mozioni, 125 risoluzioni, 17 petizioni popolari tra le quali spicca quella in materia di gestione dei rifiuti che è stata promulgata a seguito del referendum propositivo del 18 novembre 2012. La funzione legislativa si riassume in 194 leggi approvate e 10 regolamenti su un totale di 241 atti amministrativi presentati.
Fiore all’occhiello per Rini è «la legge sulla riduzione dei costi della democrazia, primi e unici in Italia ad approvare una normativa che va a incidere sulle indennità di carica, sui vitalizi e sui contributi ai gruppi consiliari e che ha generato un risparmio di due milioni di euro».
Le cinque commissioni consiliari permanenti si sono riunite 760 volte per un totale di 1636 oggetti esaminati e 2070 soggetti auditi. Rini ha quindi citato «l’attenzione alla comunicazione e alla trasparenza con, tra le altre iniziative, la diffusione via web tv delle dirette del Consiglio»; l’intensa «attività di rapporti istituzionali, costruiti nel tempo che ci fanno sentire parte di un processo di costruzione di ampie politiche e di un quadro istituzionale allargato»; l’istituzione della Scuola per la democrazia che «in quattro edizioni ha fatto crescere e dialogare molti giovani amministratori italiani e che ci è valsa la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano»; le manifestazioni tra le quali La donna dell’anno e il Premio regionale per il volontariato. Per Rini resta «la difesa delle prerogative statutarie, tante messe in discussione dallo Stato, la sfida della XIVa legislatura.
Il presidente del Consiglio, insieme ai vicepresidenti André Lanièce e Albert Chatrian, ai segretari Gianni Rigo e Salvatore Agostino e il consigliere Renato Praduroux, ha poi rivolto «un pensiero particolare a Alberto Cerise che ha guidato l’assemblea per gran parte della legislatura e dal quale ho raccolto il testimone dopo la sua prematura scomparsa».
(Foto: da sinistra: Renato Praduroux, Salvatore Agostino, André Lanièce, Emily Rini, Albert Chatrian e Gianni Rigo)
(danila chenal)

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