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Valle Virtuosa: «subito porta a porta diffuso, raccolta dell’umido, riorganizzazione dei sub-ato e tariffa puntuale»

Valle Virtuosa: «subito porta a porta diffuso, raccolta dell’umido, riorganizzazione dei sub-ato e tariffa puntuale»

L'associazione presieduta da Jeanne Cheillon fa il punto dell'attività svolta negli ultimi mesi; sono 1100 le firme raccolte per la legge nazionale rifiuti zero

«Al Consiglio regionale che si insedierà nei prossimi giorni chiediamo subito l’estensione del porta a porta, la raccolta dell’umido, la riorganizzazione dei sub-ato e una tariffazione puntuale, perchè l’impegno dei cittadini che differenziano correttamente sia premiato dal punto di vista economico». Sono le richieste di Valle Virtuosa, espresse dalla presidente Jeanne Cheillon a margine dell’incontro convocato per fare il punto sulle iniziative intraprese dall’associazione nell’ultimo periodo, «sollecitati dai cittadini, preoccupati che la volontà popolare espressa attraverso il referendum del 18 novembre scorso non sia rispettata» – ha precisato Jeanne Cheillon.
Le pronunce sui ricorsi depositati sono attese per il 3 luglio (conflitto di attribuzione) e per il 5 novembre (impugnativa del Consiglio dei Ministri); nel frattempo Valle Virtuosa ha continuato a lavorare, per la raccolta firme per la Legge nazionale Rifiuti Zero (circa 1100 le firme raccolte attraverso un lavoro non pressante come in occasione del referendum, considerato che a livello nazionale sono già ampiamente superate le firme richieste). «Al Consiglio regionale che si insedierà nei prossimi giorni chiediamo subito l’estensione del porta a porta, la raccolta dell’umido, la riorganizzazione dei sub-ato e una tariffazione puntuale, perchè l’impegno dei cittadini che differenziano correttamente sia premiato dal punto di vista economico». Sono le richieste di Valle Virtuosa, espresse dalla presidente Jeanne Cheillon a margine dell’incontro convocato per fare il punto sulle iniziative intraprese dall’associazione nell’ultimo periodo, «sollecitati dai cittadini, preoccupati che la volontà popolare espressa attraverso il referendum del 18 novembre scorso non sia rispettata» – ha precisato Jeanne Cheillon.
Le pronunce sui ricorsi depositati sono attese per il 3 luglio (conflitto di attribuzione) e per il 5 novembre (impugnativa del Consiglio dei Ministri); nel frattempo Valle Virtuosa ha continuato a lavorare, per la raccolta firme per la Legge nazionale Rifiuti Zero (circa 1100 le firme raccolte attraverso un lavoro non pressante come in occasione del referendum, considerato che a livello nazionale sono già ampiamente superate le firme richieste).
Jeanne Cheillon e Federica Rinaldi hanno tracciato un bilancio molto soddisfacente della festa del solstizio d’estate dello scorso week-end, «dove l’aria di cambiamento – tema della kermesse – si è respirata per davvero, con tanta gente interessata e dove il nostro stand è stato davvero molto frequentato. Ci siamo impegnati perchè fosse una festa a rifiuti zero e così è stato; con tanta buona volontà e tanti volontari, il risultato di tutta la giornata di festa è stato un sacchettino medio di rifiuti indifferenziati, davvero un bell’esempio di come sia davvero possibile arrivare a rifiuti zero». La festa a Tzanté de Bouva è stata anche l’occasione per premiare i partecipanti al concorso di idee per individuare un nuovo logo da affiancare alla doppia v verde di Valle Virtuosa; «solo cinque proposte sono giunte – ha spiegato Cheillon – abbiamo premiato le tre più meritevoli: terza quella di Silvia Reggiani, secondo Davide Sette e primo premio per Manfredi Cortivo. I tre si sono aggiudicati buoni spesa e prodotti del commercio equo e solidale, «grazie ad alcuni sponsors che ci hanno sostenuti e che hanno deciso in questo modo di dare il loro aiuto all’associazione» – ha precisato la presidente Cheillon.
Nell’incontro all’Espace Populaire sono state presentate anche le nuove magliette e borse pensate come mezzo per autofinanziare le attività di Valle Virtuosa. «Le borse sono di cotone riciclato al 100% – ha spiegato Jeanne Cheillon – i tessuti sono comprati ai mercatini dell’usato, riciclando le vecchie lenzuola della nonna. Abbiamo voluto dare un segnale anche facendo cucire le borse da un’artigiana valdostana. Un piccolo segnale anche questo».
«Ci piacerebbe davvero che il rifiuto fosse pensato come una risorsa – e ci deve assolutamente essere la volontà politica perchè questo accada. I cittadini possono essere aiutati, educati e rieducati. E’ necessario però che il decisore politico assuma quelle decisioni che possano davvero fare sì che il problema diventi risorsa e cioè riorganizzare i sub-ato e provvedere subito alla raccolta dell’umido. L’Europa non aspetta e le pesanti sanzioni sono dietro l’angolo».
Nella foto, a destra Jeanne Cheillon; a sinistra Federica Rinaldi.
(cinzia timpano)

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