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M5S: no grazie alla spilla d’oro; la presidente Emily Rini: «demagogia»

M5S: no grazie alla spilla d’oro; la presidente Emily Rini: «demagogia»

Il capo dell'assemblea regionale parla di sterili polemiche su falsi problemi

«Polemiche sterili su falsi problemi e iniziativa demagogica». E’ la lapidaria risposta del presidente del Consiglio Emily Rini al rifiuto dei consiglieri Stefano Ferrero e Roberto Cognetta del gruppo Movimento 5 Stelle a ritirare le spille d’oro con tanto di leone rampante destinate ai consiglieri. Motiva Rini: «L’assegnazione di segni distintivi ai Consiglieri regionali avviene sulla base di una legge regionale del 2006. Nella passata Legislatura, l’Ufficio di Presidenza aveva definito, con una delibera, le forme e le modalità di utilizzo di tale segno distintivo e provveduto all’acquisto delle spille d’oro da utilizzare nell’espletamento del mandato di Consigliere in occasione di cerimonie ufficiali e di eventi di particolare rilievo. I neo Consiglieri hanno ricevuto la comunicazione riguardante la possibilità di avere in dotazione il distintivo, che per altro non costituisce un onere ritirare e indossare. Nessun nuovo acquisto, quindi, per questo tipo di distintivo è stato fatto sotto la mia Presidenza».
Ferrero e Cognetta rifiutando il distintivo avevano dichiarato: «Riteniamo che, in un periodo di crisi economica e sociale, di tagli alle risorse regionali, iniziative di questo genere siano da evitare. Le consideriamo gesti irrispettosi nei confronti dei valdostani. Come Consiglio dovremmo iniziare a dare il buon esempio. No grazie, non ritireremo la spilla».
Prosegue il presidente dell’assemblea regionale: «All’interno degli organi consiliari, sa tanto di iniziativa demagogica e conferma, ancora una volta, come abbiamo un differente concetto del rispetto delle persone e delle Istituzioni. Non vorrei che per l’ennesima volta si distogliesse l’attenzione dai problemi e dalle criticità che le nostre concittadine e i nostri concittadini stanno vivendo. Sotto la mia Presidenza, il Consiglio ha operato dei tagli mai fatti prima – sia nelle spese discrezionali sia in quelle per gli organismi istituzionali (consiglieri, gruppi consiliari, vitalizio) –, facendo della sobrietà il modus operandi dell’Assemblea. E, proprio in linea con questo contenimento delle spese, consentitemi una battuta: questa volta il dahu dorato (e non d’oro, costerebbe troppo!) lo hanno meritato i Consiglieri del Movimento 5 Stelle per le gaffes a cui, purtroppo, abbiamo dovuto assistere nell’ultima seduta del Consiglio. Una su tutte: le allusioni altamente offensive verso i lavoratori dell’Amministrazione regionale, e in particolare verso la componente femminile che, purtroppo, per un certo retaggio culturale, è spesso oggetto di facili battute che alimentano atteggiamenti e comportamenti denigratori nei confronti dell’universo femminile».
(re.newsvda.it)

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