Posted on

Pestata a sangue coppia di allevatori di St-Marcel: pronunciate condanne per 10 anni e 8 mesi di carcere

Pestata a sangue coppia di allevatori di St-Marcel: pronunciate condanne per 10 anni e 8 mesi di carcere

Per l'agguato a Emilio Bétral e alla compagna Cristina Joyeusaz il giudice di Aosta ha condannato i fratelli Ferdinando, Vincenzo e Alex Taccone a 3 anni e 6 mesi ciascuno, e il padre Claudio Taccone a 2 mesi di reclusione per le sole minacce

Sono stati tutti e quattro condannati gli imputati per il pestaggio a sangue di una coppia di allevatori di St-Marcel, Emilio Bétral, 63 anni (FOTO all’arrivo in Pronto soccorso), e la compagna Cristina Joyeusaz, 49 anni, avvenuto attorno alle 17.30 del 4 aprile di un anno fa.
I fratelli Ferdinando, Vincenzo e Alex Taccone, di 21, 20 e 19 anni, sono stati condannati questa mattina dal giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, a tre anni e sei mesi di carcere a testa (il pm Daniela Isaia aveva chiesto 4 anni ciascuno), mentre il padre quarantacinquenne Claudio Taccone – accusato soltanto di minacce (la frase «Li voglio vedere morti») – a due mesi di reclusione (il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno).
Il giudice ha inoltre disposto una provvisionale alle parti civili di 47.000 euro.
Tre dei quattro imputati – Claudio, Ferdinando e Vincenzo Taccone – risultano già in carcere dal 22 giugno del 2013, quando vennero arrestati all’alba dai Carabinieri nella loro abitazione di frazione Prarayer, a St-Marcel, nell’ambito dell’operazione Hybris su presenze di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta.
Alla base del brutale pestaggio, nel dibattimento sono emersi diversi episodi di mal vicinato tra la famiglia Taccone e quella di Emilio Bétral e Cristina Joyeusaz.
Secondo il difensore degli imputati, l’avvocato Francesco Bosco di Torino, al pestaggio avrebbero partecipato solamente Ferdinando e Alex Taccone, e comunque dopo essere stati minacciati con un fucile dal Bétral.
Fucile che in realtà non si è mai trovato, né il giorno dell’aggressione, né nelle settimane successive, «anche perché quel giorno Emilio Bétral non aveva con sé alcun fucile, visto che le sue tre carabine gli erano state sequestrate il 10 ottobre del 2011», hanno sostenuto in aula il pm Daniela Isaia e il legale di parte civile, l’avvocato Luigi Busso di Aosta.
I due allevatori aggrediti durante il processo hanno sempre sostenuto di essere stati pestati da quattro soggetti (Ferdinando, Vincenzo, Alex Taccone e da una quarta persona rimasta a oggi sconosciuta) e di essersi accorti della presenza di Claudio Taccone soltanto in un secondo momento.
«Lui è rimasto a guardare, dicendo soltanto ‘Li voglio vedere morti’», hanno dichiarato in aula Emilio Bétral e Cristina Joyeusaz in riferimento al comportamento di Claudio Taccone.
(pa.ba.)

Condividi

LAST NEWS