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La festa degli inoccupati

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Una giornata che sempre più si sta trasformando in un appello a crearlo questo benedetto lavoro, che non c’è. L’Europa, con l’Italia tra i primi Paesi, sta vivendo un periodo nerissimo sul fronte occupazione. Nel nostro Paese è la irrisolta questione meridionale a subire le maggiori ripercussioni di una crisi che non ha precedenti. Ma anche il nord, motore del Paese, è ormai in doppia cifra la percentuale dei disoccupati, con punte vergognose tra i giovani.
Il cantante Piero Pelù dal concerto di Roma ha lanciato un messaggio chiaro alla politica: no all’elemosina (i tanto dibattuti 80 euro), ma lavoro. Alla politica il compito di abbandonare per sempre gli annunci da campagna elettorale e avviare una volta per tutte tutte quelle riforme – partendo perché no dalla pubblica amministrazione – in grado di creare occupazione.
Da una coraggiosa lotta all’evasione fiscale, le risorse per finanziare la riduzione della pressione fiscale alle aziende, le quali liberando risorse potranno investire in innovazione e ricerca e creare così nuovo lavoro per gli italiani.

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