Posted on

Processo Fontine: la prima udienza finisce in maniera «indecente»

Processo Fontine: la prima udienza finisce in maniera «indecente»

Mentre il collegio si era ritirato per decidere sulle eccezioni delle difese, il pm Pasquale Longarini ha 'beccato' alcuni avvocati aprire il suo faldone e ha tuonato: «Hanno fatto copia di un mio documento, se manca qualcosa faccio denuncia per furto»

Che il processo sul bestiame contaminato e la Fontina adulterata sia in realtà un maxi processo, chiunque lo può desumere dal numero di imputati (48) inseriti a ruolino, con l’aula al terzo piano del palazzo di giustizia di Aosta che questa mattina era letteralmente affollata da avvocati difensori e da qualche imputato (pochi per la verità) che non ha voluto mancare all’udienza di apertura del processo.
In un simile contesto, mentre il collegio giudicante presieduto da Marco Tornatore (giudici a latere Paolo De Paola e Davide Paladino) si era ritirato in camera di consiglio per decidere circa l’accoglimento o meno delle eccezioni preliminari presentate dalle difese (poi tutte respinte), il pm Pasquale Longarini (FOTO) ha avuto il suo bel daffare nel tenere a bada i numerosi avvocati in aula, arrivando addirittura al punto – una volta rientrato il collegio – di redarguire ufficialmente la condotta di alcuni legali, che avrebbero aperto un faldone del sostituto procuratore, ovviamente a sua insaputa.
«Hanno fatto una copia di un mio documento informale. Lo mettiamo a verbale – ha tuonato Longarini -: non voglio che ne escano fuori copie. Chiedo a chi le ha di stralciarle subito».
E ancora: «Mettiamolo a verbale: se mancano documenti io faccio una denuncia per furto. Che sia messo a verbale, perché è una cosa indecente», ha aggiunto.
Una sfuriata, quella del pm, a cui alcuni avvocati difensori hanno replicato durante la presentazione delle proprie istanze istruttorie volte all’acquisizione di prove in vista del dibattimento.
«Il pm ha chiesto l’acquisizione di 141 documenti e dalla sola indicazione non riusciamo a capire quali siano. In ogni caso l’abbiamo fatto in buona fede», hanno affermato in riferimento alla condotta denunciata da Longarini, che ha inoltre chiesto di sentire tutti gli imputati e di provvedere alla trascrizione delle eventuali intercettazioni non ancora trascritte, che così come segnalato da alcune difese in via preliminare ammonterebbero a «670 intercettazioni non trascritte».
(pa.ba.)

Condividi

LAST NEWS