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Droga, concessi gli arresti domiciliari all’agente di Polizia penitenziaria ‘beccato’ con 60 grammi di cocaina

Droga, concessi gli arresti domiciliari all’agente di Polizia penitenziaria ‘beccato’ con 60 grammi di cocaina

Fermato nell'ambito di un'attività di indagine - con altri indagati - su un presunto traffico di droga e schede sim in carcere; la difesa: «Episodio legato a difficoltà economiche in famiglia, stupefacente non destinato in carcere»

Il gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, ha sciolto la riserva: l’agente di Polizia penitenziaria David Grosso, 40 anni di Aosta, è stato ammesso ai domiciliari, «quello che avevamo chiesto noi durante l’udienza di convalida di questa mattina», ha commentato il legale dell’arrestato, l’avvocato Corrado Bellora del foro di Aosta.
L’udienza di convalida dell’arresto si era conclusa attorno alle 10.30 davanti al gip del Tribunale di Aosta, con l’agente di Polizia penitenziaria in servizio alla casa circondariale di Brissogne finito in manette nell’ambito di un’indagine di Questura e Polizia penitenziaria – che ha contemplato l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e appostamenti – su un presunto traffico di droga e schede sim in carcere, che questa mattina è stato oggetto di un’attività di perquisizione da parte degli uomini della Squadra mobile.
L’inchiesta, avviata qualche mese fa dietro una segnalazione proveniente da fonti confidenziali, ha gia’ portato all’iscrizione di altri personaggi nel registro degli indagati: gli inquirenti ipotizzano un giro di favori all’interno della casa circondariale, con denaro in cambio di stupefacenti e schede sim consegnate ad alcuni detenuti.
David Grosso – molto conosciuto negli ambienti del calcio e del calcetto valdostani – era stato fermato ad Aosta – di rientro da Torino – alla guida di un suv Hyundai bianco (posto sotto sequestro) con 60 grammi di cocaina a bordo, suddivisi in quattro ovuli nascosti nel pannello di una portiera del veicolo.
«Il mio assistito ha risposto a tutte le domande del magistrato, abbiamo chiesto la detenzione domiciliare», aveva spiegato stamane al termine dell’udienza davanti al gip l’avvocato Corrado Bellora, che aveva aggiunto: «La droga non era assolutamente destinata in carcere, questo lo smentisco categoricamente. L’episodio, l’unico contestato al mio assistito, è legato a gravi problemi economici in famiglia».
L’agente di Polizia penitenziaria arrestato in flagranza di reato – recluso nella casa circondariale di Verbania fino alla concessione degli arresti domiciliari da parte del gip – «era monitorato già da qualche tempo» nell’ambito dell’attività investigativa, ha confermato il questore di Aosta, Maurizio Celia.
Nella foto David Grosso questa mattina all’uscita dal palazzo di giustizia di Aosta.
(pa.ba.)

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