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Pestato a sangue in casa propria per due volte in un anno, perde il lavoro per «troppa malattia» e ora è costretto a dormire in auto

Pestato a sangue in casa propria per due volte in un anno, perde il lavoro per «troppa malattia» e ora è costretto a dormire in auto

Il grido di allarme di un aostano: «Mai mi sarei aspettato di essere in questa situazione, istituzioni finora sorde alle mie richieste di aiuto»

«Dormo in macchina, nei parcheggi dove riesco a trovare posto, mi arrangio con un paio di panini al giorno e sto cercando di ricondurre la mia vita su quei binari abbandonati mio malgrado due anni fa. Certo è che mai mi sarei aspettato di ritrovarmi in una situazione del genere».
E’ obiettivamente abbattuto, Mario, nome di fantasia col quale abbiamo deciso di chiamare un aostano sulla cinquantina, costretto ormai da più di un mese a trascorrere le nottate all’interno della sua utilitaria, nonostante il gelo e la neve.
Una brutta storia, quella che ci ha voluto raccontare, fatta di botte e di un lavoro perso per via di un «disturbo post traumatico», diretta conseguenza di due pestaggi a sangue subiti in quella stessa casa che l’aostano è stato costretto ad abbandonare nel dicembre scorso – «nonostante abbia sempre pagato regolarmente l’affitto ai proprietari», ci tiene a precisare – perché «non più abitabile ai sensi delle vigenti leggi», risulta scritto in una nota della Struttura complessa di Igiene e Sanità pubblica dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta.
Tutti i retroscena di questa incredibile vicenda – anche quelli più inquietanti – sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 16 febbraio 2015.
(pa.ba.)

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