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Privacy: la Regione stangata dal Garante per la protezione dei dati personali

Privacy: la Regione stangata dal Garante per la protezione dei dati personali

Rischia una sanzione da 10 mila a 120 mila euro; entro 180 giorni dovrà conformare la pubblicazione dei suoi atti on line al Codice; il funzionario regionale che segnalò l'abuso: «Qualche dirigente non ha rispettato le leggi, ora chi pagherà?»

Un autentico polverone. E’ quanto sollevato dal provvedimento notificato nei giorni scorsi agli interessati dal Garante per la protezione dei dati personali, il Garante per la privacy per intenderci, che ha condannato la Regione a «conformare la pubblicazione di atti e documenti in Internet alle disposizioni contenute nel Codice in materia di protezione dei dati personali», si legge nella decisione.
Il Garante ha dato 180 giorni all’amministrazione regionale per comunicare le «misure adottate per conformarsi alle prescrizioni impartite», riservandosi di valutare – in un separato provvedimento – gli estremi per la contestazione della violazione amministrativa prevista dall’articolo 162, comma 2-bis, del Codice, con l’eventuale ammenda oscillante tra i 10 mila e i 120 mila euro.
A fare scoppiare il bubbone è stata la segnalazione inoltrata al Garante per la privacy il 27 agosto 2013 dal funzionario regionale Luca Lotto, nella quale denunciava la «persistente pubblicazione di dati personali sul sito web istituzionale della Regione».
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 27 aprile 2015.
(pa.ba.)

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