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Omicidio a La Salle: «Ho litigato con Milliery ma non ricordo di averlo ucciso»

Omicidio a La Salle: «Ho litigato con Milliery ma non ricordo di averlo ucciso»

L'unico indagato per l'assassinio di Elio Milliery, il cubano Osmany Lugo Perez, questa mattina in carcere si è sottoposto all'interrogatorio del pm Luca Ceccanti; «eravamo entrambi ubriachi, lui era geloso del rapporto che avevo con mia moglie», ha detto

«Ha dato la sua versione dei fatti fino a che la memoria l’accompagnava, il momento dell’omicidio appartiene a quella zona d’ombra». Così l’avvocato d’ufficio Pierluca Benedetto sintetizza l’esito dell’interrogatorio di questa mattina al suo assistito Osmany Lugo Perez, il 34enne cubano accusato di avere ucciso poco prima delle 22 di venerdì scorso, 8 maggio, il 76enne Elio Milliery, l’artigiano edile in pensione di La Salle.
Nell’interrogatorio in carcere di stamane, il terzo dopo quelli a cui fu sottoposto la notte stessa del fermo giudiziario e lunedì davanti al gip Maurizio D’Abrusco, l’unico indagato per il delitto di La Salle ha parlato per la prima volta, in un esame davanti al pm Luca Ceccanti durato poco meno di tre ore, dalle 10 alle 12.40.
Da quanto appreso, Osmany Lugo Perez ha ammesso di avere partecipato al pranzo nell’abitazione di località Liaey, di proprietà di Milliery, pur non essendo stato formalmente invitato, e di avere avuto con lui una lite in serata, entrambi sotto l’effetto dell’alcol.
Ha però affermato di non ricordare nulla a riguardo dell’eventuale accoltellamento del rivale, che secondo l’accusa sarebbe scaturito per ragioni di gelosia verso la moglie, che da un anno a questa parte aveva particolarmente legato con un gruppo di cubani che Elio Milliery frequentava.
Secondo quanto riferito al pm dall’indiziato, però, sarebbe stato Milliery a essere «geloso del rapporto che avevo con mia moglie».
«Evidentemente avrebbe preferito che la donna si fosse resa libera da qualsiasi legame», ha commentato l’avvocato Benedetto.
Per gli inquirenti, a oggi sono sostanzialmente due i gravi indizi nei confronti dell’arrestato: i vestiti insanguinati che portava ancora addosso al momento del fermo, giunto un’ora dopo il ritrovamento del corpo dell’anziano, al termine di un’imponente caccia all’uomo, e il fatto che sia stata la stessa moglie di Osmany Lugo Perez a telefonare al 112 per segnalare la violenta lite in atto tra suo marito e il padrone di casa.
Il sostituto procuratore Luca Ceccanti ha annunciato che affiderà una consulenza tecnica per analizzare i reperti (anche genetici) prelevati sia sulla scena del crimine sia sugli indumenti che indossavano la vittima e il suo presunto omicida.
Nella foto Osmany Lugo Perez, che mercoledì sera ha tentato il suicidio in carcere a Brissogne.
(pa.ba.)

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