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Sicurezza sul lavoro, Skyway esempio virtuoso

Sicurezza sul lavoro, Skyway esempio virtuoso

La sfida alla verticalità e le implicazioni in ambito professionale temi di un seminario tenutosi tra Aosta e Courmayeur il 28 e 29 agosto

In Italia le cadute dall’alto e i lavori in quota nelle attività dei cantieri edili rappresentano ancora una delle principali cause di infortunio mortale e di invalidità permanenti. La sfida della verticalità e le sue implicazioni in ambito professionale sono state al centro di un seminario tecnico sulla sicurezza nei cantieri, svoltosi venerdì 28 e sabato 29 ad Aosta e Courmayeur e promosso dall’esperto in sicurezza per il lavoro Antonella Grange in collaborazione con Aifos, l’associazione italiana formatori e operatori della sicurezza, con il patrocinio della Presidenza della Regione, dell’Ordine regionale degli Ingegneri e del Collegio Regionale dei Geometri.
L’esperienza della nuova funivia Skyway Monte Bianco e le innovazioni tecnologiche che ha portato con sé rappresenta infatti la nuova frontiera odierna dei lavori in alta quota. Spiega l’organizzatrice dell’iniziativa, Antonella Grange: «Bisogna tener conto che lo svolgimento di attività di lavoro in alta quota, quelle svolte ad altitudini pari o superiori a 3000 metri sopra il livello del mare, comportano ulteriori problemi per la tutela della salute e sicurezza di un lavoratore. Ogni organismo umano necessita di un adattamento alle particolari condizioni ambientali, ad esempio per la riduzione della pressione parziale di ossigeno che si verifica in proporzione». Per questo motivo sono state raccolte le testimonianze dei protagonisti, quali i tecnici, le imprese, i medici, che si sono impegnati nella prevenzione delle problematiche di lavoro nei cantieri di costruzione della nuova funivia: una sfida iniziata il 10 aprile 2012 e conclusa il 30 maggio 2015 con l’apertura degli impianti al pubblico e inaugurazione del 27 giugno 2015. L’opera ingegneristica è stata resa estrema dai lavori fra i ghiacci del Monte Bianco. «Ogni organismo umano – prosegue Grange – necessita di un adattamento alle particolari condizioni ambientali, ad esempio per la riduzione della pressione parziale di ossigeno che si verifica in proporzione alla riduzione della pressione barometrica. Per i lavori che si svolgono ad alte quote è necessario tener conto anche dei fattori di rischio rappresentati, come dal grado di impegno fisico, dal dispendio energetico richiesto e dalle principali patologie caratteristiche dell’alta quota: il mal di montagna acuto, l’edema cerebrale e polmonare da alta quota, le retinopatie e la cefalea e tosse da alta quota fra le altre. Patologie che, senza un’adeguata prevenzione, possono avere conseguenze sulla salute dei lavoratori». Durante il seminario, a cui hanno complessivamente partecipato 100 professionisti provenienti da tutto l’arco alpino, è stato evidenziato che tutto il periodo dei lavori della Skyway Monte Bianco è stata svolta un’accurata operazione di monitoraggio della salute e delle condizioni fisiche dei lavoratori ogni giorno di lavoro, a inizio e a fine turno che è stata oggetto di uno studio scientifico il cui esito sarà pubblicato nelle prossime settimane. Visto il successo dell’evento, gli organizzatori prevedono un secondo appuntamento sul tema.
Nella foto grande alcuni relatori a Punta Helbronner, nella seconda foto i professionisti partecipanti al convegno
(francesca jaccod)

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