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Inchiesta Declino: assolti i cugini Davide e Fulvio Perrin

Inchiesta Declino: assolti i cugini Davide e Fulvio Perrin

I due erano imputati di concorso in reati elettorali alla vigilia delle elezioni regionali 2013; con il venire meno delle intercettazioni telefoniche perché dichiarate inutilizzabili, per i giudici «il fatto non sussiste»

Sono stati assolti «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di concorso in reati elettorali, i cugini Davide e Fulvio Perrin nell’ambito della sentenza pronunciata poco prima delle 13.30 dal gup del Tribunale di Aosta, Giuseppe Colazingari, dopo una camera di consiglio durata quattro ore.
I cugini Perrin erano accusati di voto di scambio in concorso con Cosimo Lippo, per il quale è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere limitatamente al concorso in reati elettorali.
A pesare sulla decisione del giudice è stata la dichiarazione di inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche dalle quali scaturì il filone d’indagine sul voto di scambio alla vigilia delle elezioni regionali 2013, visto che queste erano state autorizzate dal gip nell’ambito di un altro fascicolo, relativo a una presunta tentata estorsione intercorsa tra due gruppi criminali rivali per l’acquisizione con la forza delle quote della società di gestione del night ‘Petra Club’ di via della Stazione a Chatillon, indagine in ordine alla quale Salvatore Sbarra è stato invece condannato a 2 anni e 4 mesi di carcere e 1.800 euro di multa, Blerim Prendi a tre mesi di reclusione (pena sospesa) e Gerardo Iannone a sei mesi di carcere (pena sospesa). Assolto «per non avere commesso il fatto» Leonardo Tocci.
Disposto il rinvio a giudizio – in programma a fine maggio – per gli altri imputati Cosimo Lippo, Salvatore Filice, Giovanni Cusimano, Francesco Caffio e Cosimo Magrì, che hanno scelto di non essere giudicati col rito abbreviato davanti al gup.

Le accuse
Più nel dettaglio, così come formulato nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, si andava dalla tentata estorsione in concorso (Cosimo Lippo, Salvatore Filice, Salvatore Sbarra, Leonardo Tocci e Bardh e Blerim Prendi) alle minacce aggravate, lesioni personali e violenza privata (Cosimo Lippo, Giovanni Cusimano, Francesco Caffio e Cosimo Magrì), dalle lesioni personali aggravate e violenza privata (Bardh e Blerim Prendi) al concorso in cessione di sostanze stupefacenti (Cosimo Lippo e Giovanni Cusimano), dal favoreggiamento della prostituzione (Salvatore Filice) al favoreggiamento personale (Gerardo Iannone).

Le richieste dell’accusa
Per i cugini Davide e Fulvio Perrin, nell’udienza del 13 gennaio scorso il sostituto procuratore Pasquale Longarini aveva chiesto l’assoluzione «perché il fatto non sussiste», mentre nei confronti di Leonardo Tocci l’assoluzione era stata chiesta «per non avere commesso il fatto».
Per Salvatore Sbarra, invece, era stata chiesta la condanna a 2 anni e 6 mesi di carcere e 1.200 euro di multa, per Blerim Prendi a 2 anni e 8 mesi e 1.400 euro di multa e per Gerardo Iannone a 6 mesi di reclusione.
Sospeso il processo nei confronti di Barth Prendi perché irreperibile, per Cosimo Lippo, Salvatore Filice, Giovanni Cusimano, Francesco Caffio e Cosimo Magrì l’accusa aveva chiesto il rinvio a giudizio, anche se per Lippo era stata avanzata nel contempo richiesta di non luogo a procedere relativamente all’accusa di reati di natura elettorale in concorso con i cugini Davide e Fulvio Perrin.
(pa.ba.)

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