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Crisi: in Valle export ancora in calo

Crisi: in Valle export ancora in calo

A confermarlo è il rapporto annuale sul commercio estero; -0.3% nel 2015 e addirittura -14.3% nel primo trimestre 2016

L’export continua a essere il tallone d’achille della Valle d’Aosta. A confermarlo è la 30ª edizione del rapporto annuale sul commercio estero “L’Italia nell’economia internazionale 2015-2016”, diffuso da Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. In un contesto italiano in cui l’esportazione di merci è cresciuta a ritmo sostenuto nel 2015, subendo un lieve calo nel 2016, la Valle d’Aosta mostra invece un’ulteriore flessione. Nel 2015, infatti, la nostra regione registra un calo delle esportazioni dello 0.3%, contro una media nazionale del +3.8%, per un valore totale di 606 milioni di euro. La quota di export sul totale nazionale resta così bassa, scendendo dallo 0.2% del 2014 allo 0.1% del 2015. Un aumento si registra (+2.8%), invece in materia di importazioni, andando a interrompere il trend negativo registrato nel 2014 (-4.1%). Per quanto riguarda gli sbocchi, invece, la Valle continua a orientarsi ai mercati di prossimità, con il 51.2% nell’Ue, ma il principale partner rappresentato dalla Svizzera: Francia e Germania occupano rispettivamente il 17.5% e il 14.7%. La novità riguarda la Cina, dove si registra un balzo considerevole del +44.6%. Il primato dei prodotti, nonostante il -1.7%, è mantenuto dal metallo (58.5% delle esportazioni totali), con i prodotti alimentari che crescono del 10,2% (da 53 a 58 milioni di euro). Stabili le esportazioni di servizi (totale di 348 milioni di euro, pari allo 0,5% del totale nazionale). In totale, gli operatori dell’esportazione sono stati 458 (0,2 per cento del totale), con un valore medio esportato di 1.3 milioni. Per quanto riguarda il primo trimestre 2016 assistiamo invece a un vero e proprio crollo dell’export (-14,3%) e un calo meno accentuato dell’import (-2,1%): diminuiscono prodotti in metallo (-25,4%), macchinari (-22,4%) e bevande (-29,8%); positivo (+19.1%) il settore dei veicoli.

(al.bi.)

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