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Nuova Università, indagine su materiali riutilizzati in cantiere

Nuova Università, indagine su materiali riutilizzati in cantiere

Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero comunque anche altri aspetti; le imprese che si sono aggiudicate i lavori del I lotto: «Ipotizzate presunte irregolarità, ma tutti i test hanno dato finora esito negativo. Certi di avere lavorato correttamente»

La Procura della Repubblica di Aosta sta indagando sui lavori del primo lotto utili alla realizzazione del nuovo polo universitario valdostano. Un’attività di indagine che – da quanto appreso – muoverebbe le sue basi dal blitz operato il 15 ottobre 2015 da forze dell’ordine e personale della Direzione distrettuale antimafia di Torino all’interno del cantiere della Nuova Università Valdostana, in occasione del quale ci fu una prima massiccia acquisizione documentale. Acquisizione di documenti che è proseguita anche nelle settimane scorse, così come confermato da Ezio Colliard, legale rappresentante della VICO, società capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato il primo lotto dei lavori per un importo di 30.628.611 euro al netto del ribasso d’asta. «In particolare, sappiamo che sono state ipotizzate presunte irregolarità nell’ambito della lavorazione del materiale derivante dalle demolizioni, che abbiamo poi riutilizzato in cantiere – spiega Colliard -. A tali rilievi, abbiamo sempre risposto con documenti, anche tecnici. Tutti i test hanno dato finora esito negativo, quindi siamo certi di avere lavorato correttamente, dopodiché rimaniamo in attesa della conclusione degli approfondimenti. A oggi non è stato notificato nulla a nessuno», conclude Colliard. Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 29 agosto 2016. (pa.ba.)

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