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Case popolari: Barca in garage, SUV sotto casa ma assegnatari di alloggio

Case popolari: Barca in garage, SUV sotto casa ma assegnatari di alloggio

Lo denunciano i consiglieri comunali della Lega Nord che chiedono di modificare la legge regionale che stabilisce i requisiti di accesso al bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica

Assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica ma proprietari di SUV, titolari di attività nei paesi d’origine, e addirittura, in un caso, intestatari e proprietari di una barca, guardacaso, parcheggiata in un garage pertinenza dell’alloggio Erp occupato nel capoluogo. Sono i ‘casi limiti’, «ma ce ne sono tantissimi simili – ha commentato il consigliere comunale della Lega Nord Andrea Manfrin che ha spiegato come chez-nous, «il 40% circa di assegnazioni sono a stranieri, mentre la % di stranieri sui residenti è dell’8% circa della popolazione, una forbice incomprensibile». Ospitando l’assessora alle Politiche Sociali del comune di Arezzo Tiziani Nisini, il gruppo Lega Nord in seno al consiglio comunale di Aosta ha riportato d’attualità la questione assegnazione delle case di edilizia residenziale pubblica, ribadendo la necessità di modificare la legge regionale che stabilisce i criteri di accesso al bando «perchè attualmente la normativa non è equa ma anzi penalizza i cittadini italiani residenti». 

La proposta di modifica

La consigliera Nicoletta Spelgatti ha giudicato «penalizzante» lo sbarramento dei due anni di residenza come requisito di accesso al bando; «prima era di otto anni, forse troppo è vero, ma da otto a due è troppo all’inverso» – ha commentato riferendosi al caso del comune di Arezzo che ha stabilito in 5 anni il minimo di anni di residenza richiesti. «Anche noi potremmo decidere di innalzare questo requisito, ovviamente modificando la legge regionale». Un altro punto riguarda le proprietà; «il nostro bando dice che per poter accedere alla formazione della graduatoria che assegna alloggi Erp è necessario non essere titolari di beni immobli che potrebbero soddisfare le necessità del nucleo richiedente nel territorio regionale. Come dire che uno, in Piemonte o altrove può avere un alloggio a reddito, affittandolo o vendendolo, ma mantiene comunque il diritto a occupare un alloggio popolare». La questione riguarda anche le proprietà parziali; «se ad esempio un soggetto è titolare di 1/2 alloggio al mare e 1/2 in montagna, insieme ad altri familiari, questa proprietà sfugge al requisito del bando e così succede che un nucleo occupa un alloggio erp pur avendo una casa al mare e una in montagna». Per concorrere al bando, il comune di Arezzo tiene anche conto delle proprietà dei beni di proprietà nelle disponibilità di chi chiede un alloggio di edilizia pubblica; «tale norma – la proprietà non deve superare i 25 mila euro di valore – ad esempio, sbarra il possesso a chi ha un costoso Suv parcheggiato sotto casa» – ha precisato Nicoletta Spelgatti. «Sempre nel comune toscano, si è arrivati a chiedere un documento da ottenere attraverso ambasciate e consolati, che certifica le proprietà degli stranieri nei paesi d’origine» – ha spiegato l’assessora Nisini. Per i cittadini italiani, il controllo è tutto sommato semplice e immediato attraverso il Catasto, ma i comuni non sono attrezzati alle verifiche nei Paesi stranieri.

L’esempio toscano

«Attraverso tutta una serie di correttivi alla legge regionale siamo riusciti ad assegnare il 75% degli alloggi Erp a cittadini italiani – ha spiegato l’assessora Tiziana Nisini – per il bando del febbraio 2016 le cui graduatorie si sono chiuse a fine agosto. La %, prima di queste modifiche, era il 45% delle assegnazioni ai cittadini italiani e il 55% agli stranieri». Molto, hanno pesato, secondo l’assessora toscana, i continui controlli sugli assegnatari; «fuori i furbi è stato il nostro motto – spiega Tiziana Nisini – abbiamo così scoperto casi di cittadini stranieri assegnatari che trascorrevano tutto l’anno nel loro paese d’origine salvo tornare ad Arezzo per le vacanze».«Seppur qualcosa si muove, anche ad Aosta servirebbero controlli sui nuclei assegnatari – ha commentato il consigliere Andrea Manfrin – abbiamo qualche caso di contratto rescisso, per esempio ad un assegnatario che trascorreva pressoché tutto l’anno in Marocco; diversi sopralluoghi della polizia locale lo hanno confermato e portato così alla rescissione del contratto. In un caso, abbiamo addirittura trovato la barca immatricolata all’estero di un assegnatario nel garage; fatte le dovute segnalazioni, aspettiamo l’esito della nostra istanza».«La casa popolare non è un diritto acquisito – concordano Tiziana Nisini, Nicoletta Spelgatti e Andrea Manfrin – ed è necessario arrivare a una normativa equa, che metta sullo stesso piano i cittadini e gli stranieri, perchè in questo momento il razzismo è contro gli italiani con le rigide giuste verifiche alle quali sono sottoposte, mentre per gli stranieri i controlli sulle proprietà non esistono».Nella foto, da sinistra, Andrea Manfrin, Tiziana Nisini, Sergio Ferrero (segretario Lega Nord VdA e Nicoletta Spelgatti.(cinzia timpano)

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