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Consiglio Valle: nulla di fatto, girandola di ipotesi per superare lo stallo

Consiglio Valle: nulla di fatto, girandola di ipotesi per superare lo stallo

Si passa anche per le dimissioni del presidente della Giunta Augusto Rollandin; gli scenari restano confusi e le interpretazioni dei regolamenti si scontrano

La sinistra VdA annuncia un sit-in davanti a Palazzo regionale, sperando che i cittadini diano loro una mano, se anche domani non si raggiungerà il numero legale in Consiglio Valle, convocato per le 14.30, per la sostituzione di Raimondo Donzel, Carmela Fontana, Leonardo La Torre e Marco Viérin,  sospesi. Al loro posto subentrano Orfeo Cout, Paolo Contoz e Carlo Norbiato – allineati con il governo sfiduciato – e Andrea Padovani che sta con la proposta alternativa. Denunciano  i rappresentanti di Altra Valle d’Aosta, Possibile e  Rifondazione comunista l’ostruzionismo «disperato, antidemocratico» di Union valdôtaine, Pd e Epav che mercoledì 8 marzo hanno disertato l’aula, impedendo di fatto la discussione della mozione di sfiducia costruttiva contro il presidente della Giunta Augusto Rollandin.

Le ipotesi

Per superare lo stallo istituzionale le presidenze del Consiglio e della Giunta sono impegnate, su fronti opposti, a trovare soluzioni. Resta una ridda di ipotesi che alla vigilia della seduta si rincorrono, con buona pace dei cittadini che dei giochetti politici non ne possono più. Con la sospensione dei quattro consiglieri – la cui presa d’atto resta al primo punto dell’ordine del giorno – la composizione del Consiglio Valle passerebbe da 35 a 31 con la possibilità, secondo alcuni, di far scendere il numero legale a 16. Strada impossibile da percorrere per altri perché in conflitto con lo Statuto speciale, che fissa in 35 i consiglieri. Se passasse la teoria dei 31 con la maggiornza a 16 in aula si teorizzano le dimissioni del capo dell’esecutivo Rollandin che, con questa strategia, neutralizzerebbe la mozione di sfiducia, svuotandola di significato, per andare in aula in un momento più propizio e magari provare con i nuovi ingressi a formare un nuovo governo. C’è chi si appella all’insediamento di inizio legislatura quando gli eletti entrano in aula in seguito a semplice convocazione – come avvenuto per i 4 sostituti – già investiti del ruolo di consiglieri. Così facendo l’arrivo di  Padovani permetterebbe di arrivare ai famosi 18 voti necessari per dare una spallata al Rollandin Ter. Altra ipotesi è quella che Uv, Pd e Epav (Baccega-Lanièce) se ne restino sull’Aventino, lasciando a bocca asciutta la neo-coalizione Union valdôtaine progressiste, Alpe, PnV, Gruppo misto e Stella Alpina. 

Il circolo vizioso

Ma se sulla carta il governo alternativo alla Giunta  Rollandin ha i numeri per portare a termine il ribaltone nella realtà rischia di andare a bagno ogni volta che Roberto Cognetta (M5S), che ha già annunciato una mozione di sfiducia verso l’assessore in pectore (condannato) Albert Chatarian, e Andrea Padovani (Sinistra VdA) si metteranno di traverso sui provvedimenti. Così – senza i battitori liberi Cognetta-Padovani – i numeri sono 16 per la maggioranza uscente e 16 per l’entrante. Fuori dalla mischia l’assente grillino Stefano Ferrero. Risultato: ingovernabilità. Via d’uscita: elezioni anticipate. (danila chenal)

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