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Casinò: minoranze consiliari, Piano non risolve problemi

Casinò: minoranze consiliari, Piano non risolve problemi

L'ex presidente Rollandin rilancia correttezza finanziamento da 48 milioni

Presentando all’aula consiliare l’emendamento alle legge di finanziamento del Casinò, che prevede una garanzia  nel « limite di 7.200.000 euro, a sostegno dei nuovi affidamenti bancari per l’attuazione del piano di ristrutturazione aziendale» l’assessore alle Finanze Albert Chatrian ha parlato di «una fideiussione destinata a finanziare i 41 dipendenti esodati». «Esiste un banca – ha riferito – disponibile a emettere la fideiussione, richiedendo una garanzia ulteriore». Si tratta di «un’opzione che, se non ce ne sarà bisogno, non sarà utilizzata», ha aggiunto. L’emendamento, secondo Chatrian, «non muta il disegno di legge e non muta il piano». Ribadisce il cambio di rotta Chatrian: «prima il Casinò chiedeva soldi e la Regione pagava; ora c’è un progetto».

Perron, il Piano non risolve le problematiche

Nel prendere la parola Ego Perron, capogruppo dell’Uv, punta il dito: «Capisco l’urgenza del dossier ma lei ha bruciato i tempi, Lei è stato irrispettoso. Sul metodo ci siamo sentititi rimproverare la mancata condivisione e questa impostazione non è certo all’insegna della condivisione» scandisce riferendosi all’emendamento da 7 milioni dell’ultima ora, allo stuolo di professionisti in arrivo da fuori Valle, ai soldi investiti – oltre 200 mila euro – per la predisposizione del Piano aziendale la cui premessa è «non vi è alcuna assicurazione che i valori determinati verranno raggiunti totalmente o anche parzialmente. E’ un modo di mettere le mani avanti. La costante del Piano resta la riorganizzazione del personale e la ristrutturazione del suo costo» sbotta e stigmatizza «il progressivo abbandono del gioco lavorato. Lei negli anni ha contribuito a delegittimare il Casinò. E’ un intervento finanziario che non risolve i problemi ci voleva più coraggio. In tempi rapidi ci ritroveremo qui a parlare di mancanza di liquidità per la casa da gioco».

Morelli, una chance

Così Patrizia Morelli (Alpe), presidente della quarta commissione consiliare: «La veemenza con la quale Perron è intervenuto è comprensibile ma non mi lascerò influenzare dai suoi toni. Tutti siamo consci dei tempi stretti ma la quarta commissione è entrato nel merito dei provvedimenti. C’è la voglia di riuscire laddove altri hanno fallito ed è per dare risposte ai lavoratori e alla comunità la maggioranza si è fatta carico di un’impresa impegnativa e difficile. Abbiamo rispettato la legge 2 di febbraio che tutto il Consiglio ha approvato: prima il piano di ristrutturazione, che oggi c’è,  e poi il finanziamento. E’ stata una strada più complicata ma più equa. E’ un piano improntato alla prudenza, praticabile e credibile. Noi crediamo che offrire una chance alla casa da gioco sia un dovere. Crediamo sia un’operazione di salvataggio e di rilancio ma non a tutti i costi».

Rollandin, 48 milioni erano legittimi

Per l’ex presidente della Regione Augusto Rollandin: «Finalmente capiamo le strategie (la voglia di ribaltone). Il Piano non presenta soluzioni nuove, nulla che non sapessimo già. Perché non riconoscete il debito che la Regione ha nei confronti del Casinò: c’è scritto nel parere pro-veritate. Perché di questo non c’è traccia, perché non si prende atto che i finanziamenti vanno erogati, perché non si riconosce che i 48 milioni potevano essere dati? Perché non dare al casinò i suoi soldi? Rischiamo, indebitandolo ulteriormente, di fare colare a picco la casa da gioco. Questo approccio sarà ininfluente e inefficace». Perora la causa delle forze sindacali e scandisce: «revocare la procedura di licenziamenti collettivi».

La riorganizzazione

 I punti in sintesi sono: riorganizzazione del gioco con introduzione dell’online, potenziamento delle slot machine e maggiore flessibilità del personale di sala; rilancio dell’albergo con un contenimento delle spese e l’incremento dei congressi; riorganizzazione del personale con riduzione degli stipendi, prepensionamenti con la legge Fornero e maggiore flessibilità; manovra finanziaria con l’immissione di 35 milioni nelle casse della società, di cui 20 milioni provenienti dalla Regione e 15 dalle banche più altri 7,2 milioni di euro a titolo di garanzia a sostegno di nuovi affidamenti bancari. (foto: rappresentanti sindacali in tribuna) (danila chenal)

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