Pd: segreteria, primarie per autunno 2017
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 04/07/2017

Pd: segreteria, primarie per autunno 2017

Il segretario dem Irene Deval spiega le regole per la convocazione di un congresso

«La modalità normale di elezione degli organi dirigenti prevede la partecipazione degli elettori del partito democratico,  e una serie di adempimenti che corrispondono su scala regionale a quelli adottati per il nazionale, quindi è impossibile effettuare tale procedura senza dei tempi adeguati. Certo non quelli contenuti nel documento presentato il 21 giugno in direzione».  A precisarlo è il segretario del Pd Irene Deval, tornando sulla richiesta avanzata da Giovanni Sandri che, forte di 70 firme, chiedeva un congresso straordinario in tempi brevissimi ovvero entro il 10 luglio.

Prosegue Deval: «A mio parere questa strada, pur essendo impegnativa, è quella  che garantisce un serio confronto e quindi una presa di posizioni pubblica tra i diversi candidati, sia sulla macro politica che sulla politica regionale e, dato atto che ci stiamo avvicinando al temine naturale di un mandato, non vedo motivi che possano indurre ad aggirarla». Precisa inoltre che «tale accordo era parte del mandato assembleare  con cui sono stata eletta. L’assemblea aveva infatti stabilito le primarie per l’autunno 2017, considerando sin da allora l’esigenza di non cambiare i vertici troppo vicino alla scadenza elettorale, per impostare correttamente il lavoro. E’ il caso anche di sottolineare che l’assemblea vigente e il corrispondente mandato politico si sono formati con l’elezione del mio predecessore. Impegno che intendo mantenere confortata  dal voto della direzione, salvo differenti considerazioni da parte del nazionale con cui peraltro mi sto confrontando, per dare modo al partito di avere un vero confronto democratico che legittimi largamente gli organi dirigenti dando piena consapevolezza del voto».

Conclude il segretario dem: «Diverso evidentemente è lo scopo che si può raggiungere con il cambio della segreteria durante un’assemblea che voti in tale senso, in tempi estremamente ristretti; ipotesi prevista dallo statuto, certo, ma non oggetto del documento. In questo caso bisognerebbe però giustificare il reale motivo della richiesta, nonché quale percorso alternativo si intende perseguire e sia stato rifiutato: se si intende cambiare il mandato politico, lo si deve enunciare nelle sedi appropriate all’esercizio della democrazia ed ottenere il voto».(re.newsvda.it)

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