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Trasporti: elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta in sei anni

E' l'obiettivo contenuto nell'accordo quadro che sarà siglato tra la Regione e Rfi

Trasporti: elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta in sei anni

Sono pronti l’accordo quadro e il protocollo d’intesa messi a punto dagli uffici regionali, con la collaborazione del Comitato VdA riparte, da sottoporre all’approvazione della Giunta regionale e del consiglio di amministrazione di Rfi. A comunicarlo in una conferenza stampa Elio Riccarand, tra i portavoce del Comitato, che ha parlato di «passaggio cruciale per i trasporti ferroviari in Valle d’Aosta». Il documento sancisce l’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta in sei anni – un biennio per progettazione definitiva e quattro per l’esecuzione dei lavori – e impegna Rfi alla velocizzazione della tratta e al superamento definitivo della rottura di carico. Mette in chiaro Riccarand: «La Regione non dovrà sborsare un euro perché a farsi carico degli interventi sarà Rfi». Tra gli obiettivi del Comitto, messi nero su bianco, l’arrivo a Torino entro un’ora e mezza al massimo. I lavori di elettrificazione sono suddivisi in quattro parti: Ivrea-Brogofranco, Borgofranco-Châtillon, Châtillon-Nus e Nus-Aosta.

Aosta-Pré-Saint-Didier, riapertura a settembre 2018

A parlare della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier Antonio Fugetta. «Anche tra noi ci sono perplessità in merito al suo futuro ma il Comitato deve dare gambe alla legge regionale sui Trasporti» ha puntualizzato annunciando l’obiettivo della riapertura per settembre 2018 «per dare risposte ai pendolari, adattando gli orari alle loro esigenze». A pagare il ripristino della tratta ancora Rfi. Aggiunge Fugetta: «Intanto si riapre e poi rifletteremo sul suo futuro. Con Trenitalia abbiamo concordato una verifica dopo nove mesi e l’avvio di uno studio di fattibilità». Rispunta l’ipotesi di allungamento a Courmayeur della tratta ma in questo caso anche la Regione sarebbe chiamata a investire. «Se le scelte politiche saranno coraggiose potremmo diventare la prima regione Carbon free» sottolinea Riccarand.

No ai bimodali, sì ai treni elettrici

Parla di scelta inaccettabile ed errata «quella di acquistare i treni bimodali» Paolo Meneghini. «I treni elettrici hanno prestazioni migliori e il loro acquisto e la loro gestione costa la metà. Fermiamoci ai cinque già acquistati». Non ha dubbi Meneghini che il Ministero ai Trasporti darà il via libera all’utilizzo dei 24 milioni di euro in ballo per l’acquisto di treni elettrici. Puntualizza: «I fondi sono per l’acquisto di materiale rotabile». I bimodali in dotazione a elettrificazione avviata potrebero – secondo il Comitato – essere rivenduti o convertiti al solo elettrico.(danila chenal)

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