Regione: venerdì 13 si vota il nuovo esecutivo
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 11/10/2017

Regione: venerdì 13 si vota il nuovo esecutivo

Dalla vicenda del ritrovamento dei 25 mila euro esce un'immagine minata della Valle d'Aosta. E' quanto emerso dagli interventi in aula consiliare sulle dimissioni dell'ex presidente della Regione Pierluigi Marquis

Respinta la mozione d’ordine per l’iscrizione all’ordine del giorno dell’elezione del  nuovo presidente della Regione,  riprende in Consiglio Valle il dibattito sulle dimissioni di Pierluigi Marquis dalla carica di capo dell’esecutivo che si trasforma in discussione sui 25 mila euro ritrovati il 22 giugno nell’Ufficio di presidenza. La seduta si è chiusa con la comunicazione che sarà per venerdì mattina  la discussione su programma e nuovo esecutivo e a Marquis è subentrato Laurent Viérin in qualità di presidente facente funzioni. Due giorni di rodaggio prima di essere eletto capo dell’esecutivo a tutti gli effetti.

Prima a intervenire Patrizia Morelli: «Come Alpe confidiamo che il collega Marquis possa dimostrare la totale estraneità ai fatti e al reato contestatogli (concorso in calunnia). Indipendentemente da come si sono svolti i fatti, sono episodi che minano la nostra regione, è avvenimento che va a intorbidare un clima che già non è sereno. Circolano voci inquietanti, il Corriere della Sera, oggi, parla di rancori e vendette personali. Sicuramente il Palazzo ha orecchie e della mancanza di sicurezza avevamo già parlato».
«Speravo nel buon senso dei colleghi e un percorso diverso improntato all’operosità. La gente dice basta a questi ‘paciocchi’ e invece continuiamo su una linea di cui tutti sono schifati. Ieri abbiamo scoperto che c’è stato lo stralcio totale del reato di corruzione che ci fa dire che l’unica certezza è la totale estraneità dei fatti del collega Rollandin» tuona in aula Emily Rini che esprime solidarietà personale a Marquis ma gli chiede, come già fatto da Aurelio Marguerettaz, di chiedere «pubblicamente scusa a Rollandin». Replica Marquis: «Spero che nessuna figura istituzionale sia coinvolta nella vicenda ma pensare che qualche soggetto terzo abbia compiuto il gesto è un fatto più inquietante ancora perché significa che non c’è un sistema sano».
«Cerchiamo di fare passare questa ennesima burrasca e ognuno, nel suo ruolo, pensi a lavorare per il bene della Valle d’Aosta» sottolinea con pacatezza Nello Fabbri (Uvp)
«Certo che il decreto di perquisizione è giunto intempestivo. Non abbiamo sicuramente affrontato tutto ma abbiamo lavorato con impegno. Di programmi parleremo venerdì. Di fronte a una difficoltà manifesta, forse le elezioni anticipate sarebbero state una soluzione più giusta per tutti ci cittadini» dice Antonio Fosson (PnV)
«Di misteri e veleni in Valle d’Aosta ce ne sono a sufficienza e, allora, si faccia chiarezza sull’episodio per l’immagine della Valle d’Aosta. Che non sia il capitolo di un romanzo giallo irrisolto. Che la nebbia che avvolge questa triste vicenda venga dissolta per liberare la regione dalla cappa che l’avvolge» è l’auspicio di Alberto Bertin (Alpe).
Non usa mezzi termini Jean-Pierre Guichardaz (Pd): «Il pandemonio che avete messo insieme frullerà fuori dai confini regionale l’intera Valle d’Aosta, che viene dipinta dai giornali in maniera grottesca, ancora per tre giorni. Oggi abbiamo voluto mettere alla berlina Marquis. Lei lasciò intendere che il sistema fosse profondamente inquinato e dei 25 mila ne fece un baluardo di integrità.  Perché avete voluto la follia di questo dibattito sulle dimissioni di Marquis».  E’ lapidario Elso Gerandin (Mouv’): «Il quadro della Valle d’Aosta che emerge dai quotidiani nazionali della Valle d’Aosta è devastante. In questi anni è stato uno spettacolo pietoso».  Così il consigliere Andrea Padovani (Gruppo Misto minoranza): «Non mi sembra normale che siano accaduti fatti come il ritrovamento di soldi nell’ufficio di presidenza,  dovremmo temere per la nostra privacy. E’ una legislatura strana e irrituale».
(danila chenal)

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