Mouv’: Chiarezza su CVA e basta con la malapolitica
POLITICA & ECONOMIA
di Cinzia Timpano  
il 29/11/2017

Mouv’: Chiarezza su CVA e basta con la malapolitica

Caveri «Nessuna chiusura a priori ma prima di quotare in borsa CVA bisogna avere le idee chiare»

Onestà nel fare, onestà nel raccontare: è stato ancora una volta questo uno dei temi cardine proposti da Mouv‘ che ieri, martedì 28, durante l’incontro al salone delle Murasse di verrès, ha prosegito con la serie di serate informative sul territorio valdostano. Al centro del dibattito, durante il quale si sono alternati alla parola Luciano Caveri e il consigliere regionale Elso Gerandin, sono state la quotazione in borsa di CVA, «l’oscura» questione delle turbine cinesi e la crisi del bilancio valdostano. «La politica non si fa con i selfie né, tanto meno, con annunci e cambi di alleati – apre Caveri -, la Valle d’Aosta ha bisogno di soluzioni chiare e di ritrovare la giusta direzione. Mouv’ non è contrario a priori rispetto la scelta di quotare la Compagnia Valdostana delle Acque, ma vuole fare chiarezza sui molti lati della situazione ancora segreti».

Dalle turbine cinesi alla quotazione

Il discorso legato all’idroelettrico, come si è potuto evincere durante il corso della serata, può essere diviso in due ambiti. «Da un lato i dubbi e le questioni oscure in merito allo studio di un’eventuale vendita parziale della società all’interno del mercato azionario, dall’altro l’acquisto sospetto di girati e alternatori cinesi: storti e mal funzionanti – interviene Gerandin -. La politica di oggi manca di trasparenza e come Mouv’ vogliamo lanciare un segnale di cambiamento. La discussione riguardo la controversa situazione di CVA, socio e allo stesso tempo cliente della WaterGenPower, la società italo-cinese che si è occupata della fornitura e del rifacimento di alcune centrali valdostane (nata nel 2008 e controllata al 65% dal genovese Mario Bianchi e al 35% proprio da CVA. ndr) lascia spazio a grandi preoccupazioni. Tenendo contro che la partecipata rende alla Regione circa 50 milioni di euro annui e che è l’ultimo “gioiello di famiglia” ancora in attivo, prima di procedere con la quotazione è fondamentale avere le idee chiare».

Poca trasparenza e bilancio ridotto all’osso

A suscitare interesse nel numeroso pubblico in sala anche l’attacco di Gerandin alla malapolitica valdostana degli ultimi anni «E’ a mio avviso assurdo pensare che sia necessario promulgare delle leggi per garantire il trasparente operato dei politici. La chiarezza delle istituzioni e degli amministratori di fronte ai cittadini dovrebbe essere un valore assodato. Sono moralmente inaccettabili le vicende che interessano alcuni colleghi del Consiglio Valle. Questi comportamenti, sommati alla “politica del distribuire”, hanno fermato la crescita e lo sviluppo della regione. Non si è investito quando vi era la possibilità economica di farlo e ora, dopo aver perso oltre il 40% del bilancio in meno di dieci anni, bisogna voltare pagina».

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