Trofeo Valle d’Aosta Calcio, Bionaz: «Abbiamo seguito il cuore»
SPORT
di Davide Pellegrino  
il 11/10/2018

Trofeo Valle d’Aosta Calcio, Bionaz: «Abbiamo seguito il cuore»

Il presidente del comitato organizzatore spiega la scelta di abbandonare i brand internazionali e rilancia la sfida con una manifestazione tutta in salsa valdostana; già avviati contatti con società francesi, svizzere e spagnole

L’edizione numero otto del Trofeo Valle d’Aosta Calcio avrà l’anima interamente valdostana. Come anticipato sabato, il comitato organizzatore ha deciso di chiudere le collaborazioni con brand stranieri.

Renzo Bionaz: abbiamo scelto la via della regionalizzazione

Logo Trofeo Valle d’Aosta Calcio

«Abbiamo avuto una seconda parte d’estate carica di pensieri – spiega Renzo Bionaz, presidente del comitato organizzatore -. In testa avevamo mille dubbi sulla strada da percorrere e sul futuro da consegnare al torneo. Dopo cinque fruttuose edizioni con Disney e un biennio altrettanto positivo con i Peanuts, abbiamo scelto la via della “regionalizzazione”. Potevamo proseguire con ‘brand’ internazionali o seguire il cuore e i sentimenti di appartenenza. Alla fine abbiamo optato per la seconda strada e siamo certi che tutti apprezzeranno la decisione. In questo modo avremo il nome, il logo e la mascotte che richiamano al nostro territorio. Credo che questo sia il giusto riconoscimento per il proficuo lavoro e i grandi sforzi profusi dalle società e da tutti i volontari. In sette anni tanti si sono impegnati per l’ottima riuscita del torneo. Vogliamo che il Trofeo Valle d’Aosta sia interamente della nostra regione. E’ una manifestazione che vuole essere internazionale nella partecipazione, ma con l’anima totalmente valdostana».

Loris Chabod: adesso pensiamo alle azioni concrete

«Ci siamo incontrati più volte, confrontandoci con volontari e collaboratori – aggiunge Loris Chabod, responsabile dell’area tecnica -. Le idee erano e sono discordanti, tanti i pro e i contro sviscerati prima della decisione finale. Gli aspetti positivi hanno superato quelli negativi e ora seguire le azioni concrete. Dobbiamo studiare un nuovo logo, una nuova mascotte, aggiornare sito e i vari social network. Un’ulteriore sforzo che faremo con piacere per dare una nuova identità al torneo».

Massimo Capussotto: siamo già al lavoro per migliorarci ancora

«Per tutto il resto cambierà poco o nulla – precisa Massimo Capussotto, responsabile tecnico del torneo -. Forti della grande diffusione, stiamo lavorando da luglio per migliorare ancora l’evento. Il “villaggio” di Gressan sarà più grande, più coinvolgente, con maggiori attrazioni. Per la parte sportiva abbiamo avviato molti contatti con società francesi, svizzere e spagnole. In più stiamo studiando pacchetti promozionali per il soggiorno in Valle d’Aosta spalmato in più giornate.».

Mauro Grange: per i campi è tutto confermato

«Per la parte organizzativa nei vari campi di tutta la Valle d’Aosta sarà tutto confermato – dice Mauro Grange, responsabile della logistica -. Ho già avuto contatti con molti club che ci aiutano, tutti hanno accolto con favore la decisione di slegarci dai marchi internazionali. Vorremmo riuscire a portare il Trofeo Valle d’Aosta in comuni che non sono mai stati interessati dalla manifestazione».

Paola Empereur: giusto premiare il lavoro di un’intera regione

«La segreteria ha proseguito il lavoro senza intoppi – conclude Paola Empereur, vice presidente del comitato organizzatore -. Per questo delicato aspetto del torneo la denominazione conta relativamente, se non per l’espletamento delle pratiche burocratiche. Credo che la decisione presa nel direttivo sia quella più giusta. Il torneo in sette anni è cresciuto in maniera esponenziale, grazie soprattutto al lavoro di un’intera regione, dalle società calcistiche ai volontari, dalle figure professionali a tutte le strutture ricettive coinvolte. Più volte i nostri ospiti hanno sottolineato come nelle loro regioni mai avrebbero potuto vivere un’esperienza del genere, perché sarebbe stato molto difficile far convivere tante realtà con un unico unico progetto. Chi è venuto qui ha sempre ammirato il lavoro d’insieme di una regione intera».

(d.p.)

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