Ndrangheta, fine della sorveglianza per i fratelli Raso
CRONACA
di Danila Chenal  
il 27/11/2018

Ndrangheta, fine della sorveglianza per i fratelli Raso

La Corte di appello di Torino dice  no alla procedura di  rivalutazione della pericolosità sociale

Ndrangheta, fine della sorveglianza per i fratelli Raso, la Corte di appello di Torino dice  no alla procedura di  rivalutazione della pericolosità sociale.

La decisione

La Corte d’appello di Torino ha quindi accolto il ricorso contro il decreto che nel novembre 2016 aveva applicato la misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per cinque anni ai fratelli Raso.  Vincenzo (65)  e Michele  (56) sono originari di San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria) e residenti in Valle d’Aosta.

Si è trattato di un nuovo esame da parte dei giudici di secondo grado. La Corte di Cassazione aveva annullato la misura e rinviato in appello. Aveva ritenuto necessaria «la dimostrazione dell’attualità del pericolo». Nell’udienza dello scorso 9 novembre il sostituto procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi aveva chiesto un’integrazione probatoria volta a verificare la loro pericolosità sociale; richiesta bocciata dai giudici.

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