Artigianato di tradizione: la Fiera di sant’Orso diventa un brand
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 11/04/2019

Artigianato di tradizione: la Fiera di sant’Orso diventa un brand

Un team di nove grafici ha elaborato un logotipo che racconta la storia della Millenaria, un evento unico che nessun altro ha.

Artigianato di tradizione: la Fiera di sant’Orso diventa un brand.

Il brand La Saint-Ours

E’ La Saint-Ours, dove l’articolo ‘la’ indica la nostra fiera, qualcosa di unico, di nostro, che nessuno ha.

Il logotipo La Saint-Ours

La Saint-Ours è il brand frutto del lavoro in team di nove grafici che per l’occasione si sono riuniti in associazione temporanea d’impresa e che hanno raccontato, attraverso un logotipo, la Millenaria Fiera di sant’Orso.

I nove creativi

I nove creativi sono Pier Francesco Grizi (capogruppo), Marina Vettorato, Seghesio & Grivon, di Daniela Grivon e Luciano Seghesio, Stefano Minellono, Arsenale di Davide Bongiovanni, Visamultimedia di Laurent Vicquery, Federico Salomone, L’Heartelier di Elisa Chiara Avantey e Marco Carere.

Il progetto creativo

«Una sfida interessante che ha messo insieme grafici che, tutti o quasi, hanno concorso una o più volte al manifesto grafico della Foire – ha spiegato Luciano Seghesio -. Una sfida che si è presentata doppia, intanto per l’idea di lavorare tutti insieme e in secondo luogo creare un marchio comprensibile e visibile anche per la promozione commerciale.

Luciano Seghesio

L’Hackathon, maratona di idee

«Per l’ideazione del brand abbiamo scelto la strada dell’hackathon, una maratona di idee, un po’ modellata sulle diverse abilità, chi sul web design, chi sulla grafica, chi sull’illustrazione ecc…

Per un mese, una volta alla settimana, per otto ore, ci siamo riuniti e già al secondo incontro, l’idea e la filosofia sono risultate chiare: «La Saint-Ours – Fiera Millenaria dell’Artigianato di tradizione – Aosta è la nuova denominazione.
Abbiamo scelto il francese, e voluto sottolineare LA come la nostra fiera, unica. Non sarebbe stato semplice scegliere un segno grafico: la grolla, la coppa dell’amicizia, il bastone del Santo. .. Così abbiamo scelto un logotipo, un insieme di lettere che creano un disegno e raccontano la nostra Fiera. Ognuno di noi ha disegnato una lettera e La Saint-Ours è nato»
.

L’assessore alle Attività Produttive Renzo Testolin ha ricordato «il percorso di tutela e di valorizzazione della Foire», che è patrimonio di tutti noi, ricordando, «che l’assessore Fabrizio Roscio ha dato avvìo al progetto, poi condiviso con il collega Jean-Pierre Guichardaz lo scorso anno».
A tenere a battesimo il nuovo brand, su un cavalletto, due galletti, il primo manifesto della Fiera di sant’Orso, firmato nel 1966 dal genio creativo di Franco Balan, «un doveroso omaggio al papà di tutti i grafici valdostani» – ha commentato Luciano Seghesio.
(cinzia timpano)

Il primo manifesto della Foire firmato da Franco Balan, datato 1966.

Lettera Aperta dal Cuore della Scuola: Il Quartiere Cogne che noi viviamo
Riceviamo e pubblichiamo l'accorata lettera firmata da docenti, personale ATAR e personale ausiliario delle scuole del Quartiere Cogne, dopo i fatti di cronaca che hanno gettato ombre sulla zona
il 06/02/2026
Riceviamo e pubblichiamo l'accorata lettera firmata da docenti, personale ATAR e personale ausiliario delle scuole del Quartiere Cogne, dopo i fatti d...
Cosa fare nel fine settimana in Valle d’Aosta
A Courmayeur si celebrano i 90 anni della Scuola di Sci Monte Bianco; le feste di Carnevale si prendono la scena con iniziative ad Aosta, Étroubles, Gignod, Morgex, Nus, Pollein, Saint-Christophe, Saint-Marcel, Arnad e Saint-Vincent; a Rhêmes-Notre-Dame si proiettano anteprime del Gran Paradiso Film Festival; Pont-St-Martin offre prelibatezze in vista del Carnevale
il 06/02/2026
A Courmayeur si celebrano i 90 anni della Scuola di Sci Monte Bianco; le feste di Carnevale si prendono la scena con iniziative ad Aosta, Étroubles, G...
I sindacati proclamano lo stato di agitazione per 500 lavoratori dell’azienda Usl
Cgil e Uil Funzione pubblica Valle d’Aosta lamentano «una situazione ormai insostenibile legata alla mancanza di spazi adeguati per le pause e alle gravi criticità del servizio mensa presenti in diverse sedi e strutture dell’azienda» senza contare che il divieto di introdurre cibi d''asporto coinvolge oltre 2.000 dipendenti. 
il 06/02/2026
Cgil e Uil Funzione pubblica Valle d’Aosta lamentano «una situazione ormai insostenibile legata alla mancanza di spazi adeguati per le pause e alle gr...