Il 2019 del Tribunale di Aosta: ok la durata dei processi, restano problematiche per il giudice di pace
CRONACA
di Federico Donato  
il 29/01/2020

Il 2019 del Tribunale di Aosta: ok la durata dei processi, restano problematiche per il giudice di pace

Il presidente Eugenio Gramola ha riassunto il bilancio sociale.

Il 2019 del Tribunale di Aosta: ok la durata dei processi, restano problematiche per il giudice di pace.

«Osservando la durata dei procedimenti penali e civili si evince che il Tribunale di Aosta è in buone condizioni». Lo ha detto il presidente del Tribunale Eugenio Gramola durante la conferenza stampa, andata in scena mercoledì 29 gennaio, relativa al bilancio sociale.

«Il bilancio di quest’anno è stato fatto in modo diverso – ha spiegato Gramola -. Ho voluto fare tutto il 2019 per poi suddividere i dati in modo specifico, per evitare che le forme procedimentali si mescolino. Normalmente la durata processi viene calcolata in modo generico, per questo motivo io ho separato vari elementi per avere un dato specifico».

E dai dati snocciolati dal presidente del Tribunale emerge che una causa civile, in media, arriva a sentenza in 429 giorni. «È poco se si conta che 290 giorni sono occupati dai termini previsti dalla legge. Si tratta di un dato medio ottimo, tra i migliori in Italia». Inoltre, «esiste un procedimento sommario che non prevede i termini di 290 giorni; questi procedimenti durano 181 giorni»; quindi, secondo Gramola, «la differenza sembra derivare proprio dai termini previsti dal legislatore».

Di norma, nel 2019 i procedimenti davanti al Tribunale monocratico sono durati in media 151 giorni, mentre davanti al Collegiale sono stati necessari (sempre in media) 114 giorni per concludere il dibattimento.

Per quanto riguarda la percentuale di assoluzioni, nel Monocratico si parla di un 13% circa, mentre per il Collegiale di un 5,5%. «Questo non vuol dire che i giudici sono cattivi – ha precisato il presidente -, vuol dire che Procura e gip hanno lavorato bene».

L’organo giurisdizionale

Ma vi sono anche note dolenti. Nella relazione relativa al bilancio sociale, infatti, si legge: «Grave è la situazione dei giudici onorari. Perdurando la totale scopertura dell’ufficio del giudice di pace di Aosta, dopo aver proposto il quesito al Csm in ordine alla forma da utilizzare, essendo medio tempore decorsi i due periodi di supplenza precedentemente disposti», Gramola ha dovuto «procedere all’applicazione, presso l’ufficio del giudice di pace, di due dei tre Got presenti presso il Tribunale di Aosta».

Ecco però che «il supporto dei giudici onorari ai magistrati professionali è diventato alquanto ridotto: già da tempo nullo nel settore penale, esso è oggi limitato, nel settore civile, agli sfratti, alle esecuzioni mobiliari e a piccoli ruoli civili principalmente in materia di locazioni e di opposizioni all’esecuzione». In particolare, uno dei giudici onorari, «in difficoltà nell’esercitare allo stesso tempo le funzioni di giudice di pace e quelle di Got, ha accumulato ritardi nel deposito dei provvedimenti relativi a numerosi procedimenti a lui assegnati quale Got». Sul punto, il presidente del Tribunale ha spiegato che «è attualmente in corso un piano di rientro».

Sempre riguardo alla problematica in esame, nel documento si legge: «È indispensabile provvedere alla congrua e immediata copertura, con l’assunzione in servizio degli attuali vincitori di concorso, di un adeguato numero di magistrati onorari che possano costituire valido supporto all’attività dei giudici togati, fermo restando che i nuovi giudici onorari di pace, terminato il periodo di tirocinio, non potranno comunque essere assegnati all’ufficio del giudice di pace se non dopo aver concluso un biennio presso l’ufficio per il processo». Come se non bastasse, «il numero di giudici onorari di pace proposto dal Ministero per il Tribunale di Aosta, che comprende gli ex Got (giudici onorari di Tribunale) e i giudici di pace è, poi, manifestamente inadeguato».

Ciò detto, il presidente Gramola ha auspicato che «le considerazioni critiche e propositive già a suo tempo espresse possano trovare quanto meno un parziale accoglimento, onde evitare che di fatto attività giudiziarie di cui in precedenza si occupavano i giudici onorari debbano essere svolte dai giudici togati, già oberati di lavoro».In base a quanto riferito da Gramola, anche l’ufficio gip/gup è in difficoltà. Ma anche qui, «essendoci molti arretrati ho predisposto un piano di rientro» che, entro qualche mese, darà i suoi frutti.

In foto, il presidente del Tribunale di Aosta Eugenio Gramola.

(f.d.)

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