Villeneuve, dichiarato lo stato di calamità per la frana dalla Becca
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ATTUALITA'
di Erika David  
il 27/03/2020

Villeneuve, dichiarato lo stato di calamità per la frana dalla Becca

A tre mesi dalla frana che ha colpito Villeneuve, il decreto che sblocca i fondi per le famiglie che hanno subito dei danni

Villeneuve, dichiarato lo stato di calamità per la frana dalla Becca.

A tre mesi dall’evento franoso che ha colpito il centro storico di Villeneuve, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha firmato, mercoledì 25 marzo, il decreto che dichiara lo stato di calamità limitatamente al territorio del Comune di Villeneuve.

Il decreto

Il provvedimento si è reso necessario per la grave situazione verificatasi a seguito dell’evento franoso del 27 dicembre 2019 e del 1° gennaio 2020, con l’evacuazione di 39 persone e l’istituzione di una zona rossa all’interno del Capoluogo.

Attualmente sono ancora 22 le persone evacuate, come precisato nel testo del decreto del presidente della Regione che sottolinea come «gli eventi hanno provocato anche ingenti danni ad attività imprenditoriali e a beni mobili e immobili di soggetti privati».

Il sindaco

«Sono felicissimo – commenta il sindaco Bruno Jocallaz -, lo aspettavamo da tempo e lo abbiamo più volte sollecitato!».

La cifra stanziata, destinata alle famiglie che hanno riportato danni, si aggira sui 200 mila euro, fa sapere il sindaco, «i privati potranno ottenere un contributo del 60-65% delle spese facendo domanda seguendo un preciso iter che la Protezione civile aveva già illustrato negli incontri dei mesi scorsi».

Nel frattempo sono ripresi i lavori del cantiere di messa in sicurezza del versante.

«Stiamo facendo i pre-collaudi e stiamo aspettando i collaudi definitivi – spiega Jocallaz -. La ditta incaricata, piemontese, al momento è chiusa per Coronavirus, ma lunedì ha in programma la sanificazione e poi potrà riprendere il lavoro. A collaudi fatti potremo riaprire la strada e le persone che hanno subito danni potranno iniziare con la ristrutturazione».

In attesa del decreto, a inizio febbraio, l’amministrazione comunale aveva aperto un conto corrente pro-tempore (fino a giugno), per chi volesse contribuire con un aiuto alle famiglie.

«Non abbiamo raccolta grandi cifre – ammette il sindaco – al di là degli oltre mille euro versati dal Consiglio comunale derivanti dai gettoni di presenza, non ci sono state tante donazioni».

(erika david)

 

 

 

 

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