Zona rossa,  parrucchieri ed estetisti alzano la voce: stop a chiusure e abusivismo
Lavoro
di Danila Chenal  
il 20/04/2021

Zona rossa, parrucchieri ed estetisti alzano la voce: stop a chiusure e abusivismo

Mercoledì dalle 10 alle 12 ad Aosta i titolari di attività presidiano in segno di protesta i loro negozi; nel resto della Valle d'Aosta realizzeranno video e foto di protesta

Zona rossa: parrucchieri ed estetisti in piazza mercoledì 21 contro le chiusure. Domani, mercoledì 21 aprile, dalle 10 alle 12, i titolari delle imprese di estetica e acconciatura daranno vita a una manifestazione contro la chiusura delle loro attività in zona rossa. Le modalità saranno distinte fra il capoluogo regionale e il territorio.

Ad Aosta

Ad Aosta, i titolari si recheranno nei loro centri/saloni e rimarranno all’esterno, in segno di protesta. Il locale sarà chiuso e l’accesso sarà assolutamente vietato, come anche gli assembramenti. Sulle vetrine saranno apposti cartelli a sostegno della richiesta di apertura in sicurezza anche in Area rossa. Durante la manifestazione, gli aderenti alla protesta realizzeranno fotografie e brevi filmati, con i quali ribadire le loro rivendicazioni.

In Valle d’Aosta

Nel resto della Valle d’Aosta, i titolari non stazioneranno all’esterno dei loro esercizi ma si limiteranno alla realizzazione dei video e delle fotografie. Le testimonianze raccolte saranno poi diffuse tramite i social network.

Le motivazioni

Lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sugli effetti negativi della chiusura dei centri estetici e degli acconciatori in zona rossa. I risultati economici, per un settore formato prevalentemente da imprenditrici e lavoratrici, sono disastrosi. E sono aggravati dal dilagare del lavoro nero e degli abusivi che, approfittando delle chiusure, continuano i loro affari illeciti ed entrano nelle case dei clienti senza alcuna misura di sicurezza, con il rischio di favorire la diffusione del virus e rendendo impossibile il tracciamento dei contagi.

La richiesta di riapertura è sostenuta anche dalle oltre 50 mila firme raccolte dalla petizione nazionale on line lanciata da Cna, Confartigianato e Casartigiani, che è già stata consegnata alla ministro Mariastella Gelmini.

(re.aostanews.it)

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