Arpuilles, antenna per le telecomunicazioni: nasce il comitato La Voix du Pays
Il luogo in cui dovrebbe sorgere la torre per le telecomunicazioni
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 08/07/2026

Arpuilles, antenna per le telecomunicazioni: nasce il comitato La Voix du Pays

Il gruppo è sorto alla luce del progetto che interessa un terreno privato nella collina di Aosta, ma si pone l'obiettivo di diventare un interlocutore con le istituzioni per garantire veramente l'interesse pubblico in tutti i comuni della Valle

Antenna di Arpuilles, nasce “La Voix du pays, Comité pour la sauvegarde du territoire et des peuples”.

Antenna Arpuilles: ecco il comitato “La Voix du pays, Comité pour la sauvegarde du territoire et des peuples”

Dopo l’incontro con i rappresentanti del consiglio comunale di Aosta a seguito della presentazione di una petizione, sale il livello della protesta nella collina di Aosta per il progetto di realizzazione di una antenna per le telecomunicazioni.

La mobilitazione degli abitanti di Arpuilles, Entrebin ed Excenex ha infatti portato alla nascita del comitato “La Voix du Pays”, che punta a difendere il futuro dei tre villaggi.

Alla base della nascita del movimento, così come specificato in una nota stampa, c’è infatti la «preoccupazione» nata dalla possibile installazione di «una torre per telecomunicazioni alta oltre 30 metri», fatto che pare aver fatto emergere la consapevolezza che «le comunità locali sentono il bisogno di essere informate, ascoltate e coinvolte nelle decisioni che riguardano il territorio in cui vivono».

Come esplicitato nella nota, il comitato si pone come «spazio permanente di informazione, confronto e partecipazione», puntando a divenire interlocutore riconosciuto delle istituzioni.

«La vicenda di Arpuilles ha infatti dimostrato quanto sia importante che il confronto pubblico avvenga prima che le decisioni destinate a incidere sul territorio siano già state assunte – spiega il comitato La Voix du Pays -. Non nasciamo per contrapporci alle istituzioni, ma per dialogare con esse, promuovendo un confronto aperto e costruttivo con il Comune di Aosta, la Regione e le altre istituzioni competenti, nella convinzione che la partecipazione dei cittadini possa contribuire a migliorare le decisioni pubbliche».

Lo scopo è quello di «costruire una democrazia più partecipata e più vicina al territorio», offrendo agli abitanti uno spazio aperto in cui «confrontarsi, approfondire i problemi, formulare proposte e portare la voce della comunità all’attenzione delle istituzioni», partendo dalla famigerata antenna, ma guardano anche al futuro.

Il caso antenna per le telecomunicazioni di Arpuilles

Come detto, La Voix du Pays sorge proprio alla luce del progetto di costruzione di una torre per le telecomunicazioni ad Arpuilles, «alta più di 30 metri, l’equivalente di un edificio di dieci piani, in un terreno non edificabile situato in un’area sottoposta a tutela paesaggistica, destinata ad ospitare un numero imprecisato di antenne» si legge in una seconda nota.

Su questo i residenti di Arpuilles, Entrebin ed Excenex «rivendicano il diritto di essere ascoltati prima che sul loro territorio venga realizzata un’infrastruttura destinata a modificarne per decenni il paesaggio, la qualità della vita e l’identità collettiva – aggiunge il comitato -. Non si combatte una battaglia contro un’antenna, ma si sta definendo un principio: le grandi scelte che incidono sul territorio devono essere guidate dall’interesse pubblico e condivise con le comunità locali».

Proprio alla luce del fatto che queste infrastrutture siano ritenute di interesse pubblico, il Comitato richiede una «pianificazione pubblica per decidere la loro localizzazione» e non solo la «disponibilità di un terreno privato concesso in locazione a una multinazionale».

Per questo, secondo La Voix du Pays, le istituzioni dovrebbero verificare non solo il rispetto delle norme edilzie, ma anche: «alternative progettuali possibili, il possibile riutilizzo di infrastrutture esistenti, l’esistenza di alternative con minore impatto, nonché di soluzioni tecnologiche diverse, più sostenibili e meno impattanti».

Il tutto accompagnato dal fare il possibile per ridurre il consumo di suolo, dall’assicurare la minore esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, nel rispetto del principio di precauzione e nel rispetto reale del bene comune, «conciliando l’esigenza di connettività con la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del paesaggio».

Il comitato La Voix du Pays va poi all’attacco.

«Il confronto sembra limitarsi alla scelta tra autorizzare o negare un progetto già deciso altrove – conclude -. Questa non può essere definita una vera pianificazione. Comune e Regione non possono limitarsi a gestire pratiche amministrative, ma devono governare il territorio. Le competenze che lo Statuto speciale attribuisce alla Regione in materia di governo del territorio, urbanistica e tutela del paesaggio le impongono di esercitare un ruolo di pianificazione, orientando le scelte infrastrutturali nell’interesse della collettività, anziché limitarsi a valutare progetti proposti da soggetti privati».

Ritenendo che il caso non riguardi solo Arpuilles, ma tutta la Valle, il comitato chiede infine di «assicurare la piena attuazione della L.R. 4 novembre 2005, n. 25, come modificata dalla L.R. 29 luglio 2024, n. 16, rendendo pubblici i piani aventi carattere generale previsti dall’art. 6-bis e chiarendo come tali strumenti siano stati applicati nella scelta localizzativa di Arpuilles. Qualora tali piani non risultino ancora predisposti, chiediamo che la Regione provveda alla loro approvazione senza ulteriore ritardo».

E questo perché «il governo del territorio spetta alle istituzioni, non alle multinazionali».

(al.bi.)

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