Appello Geenna, Marco Di Donato: «’ndrangheta? L’unica famiglia è quella con mia moglie e le mie figlie»
CRONACA
di Federico Donato  
il 17/06/2021

Appello Geenna, Marco Di Donato: «’ndrangheta? L’unica famiglia è quella con mia moglie e le mie figlie»

Il presunto vertice del Locale ha reso spontanee dichiarazioni davanti ai giudici

«Io sono sempre stato un lavoratore. L’unica famiglia che ho è quella composta da mia moglie e le mie figlie. Nessuna famiglia di ‘ndrangheta. Non sono un mafioso e nemmeno uno ‘ndranghetista». Così Marco Fabrizio Di Donato (avvocato Demetrio La Cava), presunta figura di spicco del Locale di Aosta, davanti alla Corte d’appello di Torino.

L’imputato, imparentato con i Nirta di San Luca e condannato a 9 anni in primo grado nell’ambito del processo Geenna, ha reso spontanee dichiarazioni nel corso dell’udienza andata in scena oggi, giovedì 17 giugno, a Torino.

Le dichiarazioni

Nel suo lungo intervento, Di Donato – che si trova in carcere dal gennaio 2019 – ha respinto tutte le accuse mosse nei suoi confronti dalla DDA di Torino, sottolineando anche come i pentiti sentiti durante il processo «non li conosco e loro non conoscono me».

Analizzando gli episodi contenuti nel fascicolo processuale, Marco Di Donato ha anche sostenuto che non ci sarebbe mai stata un’estorsione nei confronti di un ristoratore aostano; reato per cui è stato condannato il primo grado dal gup di Torino.

L’imputato ha poi contestato duramente il lavoro degli inquirenti, sostenendo che l’accusa di associazione mafiosa sia «astratta» e scagliandosi contro le intercettazioni che, secondo lui, sarebbero solo “spezzoni” di discorsi fatti tra amici. Insomma, per il presunto capo del Locale, il processo che lo vede alla sbarra sarebbe frutto di congetture.

Parole, quelle pronunciate da Di Donato, molto simili a quanto riferito dallo stesso nel corso del processo Geenna di primo grado (per i cinque imputati che avevano deciso di andare a dibattimento). Sentito come testimone (coimputato) nell’aula bunker del carcere delle Vallette di Torino, il presunto vertice della consorteria criminale si era definito «uno che si spacca la schiena in cantiere ogni giorno», per poi ricordare come «io ho già pagato i miei debiti con la giustizia e mi sono rifatto una vita. Sono coinvolto per la mia parentela? I parenti non si possono scegliere, e da lì a dire che ogni cosa che mi riguarda è un reato…».

Sempre nel corso della mattinata, sono poi andate in scena le arringhe di alcuni difensori. Tra questi, l’avvocato Luigi Tartaglino, che difende il presunto boss – condannato a 12 anni e 8 mesi in primo grado – Bruno Nirta. E hanno pronunciato l’arringa difensiva anche i legali Wilmer Perga e Anna Chiusano, difensori di Roberto Alex Di Donato.

L’udienza

L’udienza è stata poi sospesa per una breve pausa. Nel primo pomeriggio, proseguono le arringhe difensive. Tra gli altri, hanno preso la parola l’avvocato Rocco Femia (difesa Francesco Mammoliti, accusato di associazione mafiosa) e l’avvocato La Cava (difensore di Marco Di Donato).

Il processo proseguirà il 1° luglio, quando continueranno le arringhe difensive e gli imputati potranno nuovamente rendere spontanee dichiarazioni. Non è escluso che in quella data la Corte decida di ritirarsi in camera di consiglio per la sentenza.

(f.d.)

Usl, leggi di attrattività: sindacati chiedono più soldi per il personale e non solo per i vertici
Cisl Fp, Nursind, Nursing Up e Savt Santé in una nota chiedono anche l'istituzione di un tavolo permanente con Regione e azienda sanitaria per la contrattazione di secondo livello
il 21/07/2026
Cisl Fp, Nursind, Nursing Up e Savt Santé in una nota chiedono anche l'istituzione di un tavolo permanente con Regione e azienda sanitaria per la cont...
Cogne Acciai Speciali: niente retromarcia sull’integrativo, dopo l’incontro al Mimit sale nuovamente la tensione
Le sigle sindacali in un comunicato di fuoco denunciano la posizione dell'azienda in attesa dell'incontro di venerdì 24; il Ministero annuncia una nuova convocazione della Cogne Acciai Speciali per settembre
il 21/07/2026
Le sigle sindacali in un comunicato di fuoco denunciano la posizione dell'azienda in attesa dell'incontro di venerdì 24; il Ministero annuncia una nuo...
Aosta, Strade sicure: Fratelli d’Italia propone l’esercito in città
Nel prossimo consiglio comunale il capogruppo Giuseppe Manuel Cipollone presenterà una mozione per aderire al protocollo nazionale e portare nelle strade della città un nucleo di militari
il 21/07/2026
Nel prossimo consiglio comunale il capogruppo Giuseppe Manuel Cipollone presenterà una mozione per aderire al protocollo nazionale e portare nelle str...
Aosta: spaccio risse e degrado, parte la petizione in via Festaz e dintorni
Degrado in aumento nei pressi del centro storico. La vice sindaca Valeria Fadda promette maggiori controlli e subito un paio di telecamere in zona Segnalati anche spaccio, risse e vandalismo. Avviata una petizione per chiedere l'intervento di Comune e Questura
il 21/07/2026
Degrado in aumento nei pressi del centro storico. La vice sindaca Valeria Fadda promette maggiori controlli e subito un paio di telecamere in zona Seg...