Afghanistan: piccoli numeri per l’ipotesi di accoglienza profughi
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 06/09/2021

Afghanistan: piccoli numeri per l’ipotesi di accoglienza profughi

Se ne parlerà anche giovedì 9 settembre in Conferenza delle Regioni. Intanto, Regioni e Comuni sondano eventuali strutture da destinare all'accoglienza di persone o nuclei familiari

Pur con piccoli numeri, la Valle potrebbe accogliere persone o nuclei familiari provenienti dall’Afghanistan. 

Nei giorni scorsi, il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha inviato una nota al Celva chiedendo agli amministratori comunali «di verificare la possibilità, anche per la Valle d’Aosta, di assicurare l’accoglienza delle persone e dei nuclei famigliari trasferiti in Italia».

In questo senso, il capo dell’Esecutivo regionale ha invitato i sindaci a sondare eventuali disponibilità di strutture da destinare all’accoglienza.

A stretto giro, quindi, il presidente del Celva (e sindaco di Doues), Franco Manes, ha inviato una missiva ai suoi 73 colleghi per informarli della fatto che «il presidente della Regione mi ha manifestato la necessità – si legge nel documento – di verificare l’eventuale disponibilità dei Comuni valdostani ad accogliere cittadini afghani, collaboratori della missione italiana in quel paese, trasferiti in Italia a seguito dei recenti drammatici avvenimenti».

Nel frattempo, l’Associazione nazionale Comuni italiani ha aperto un dialogo con il Governo nazionale per fare il punto su questo aspetto.

Ipotesi ingresso del capoluogo del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione)

Ma non è tutto: nell’ambito del progetto SAI (ex Sprar), l’ente capofila in Valle d’Aosta, cioè il Comune di Saint-Vincent, ha inviato una pec a Roma chiedendo due cose: la possibilità di inserire il comune di Aosta all’interno del progetto e quella di poter ospitare anche cittadini afghani in fuga dai talebani.

«Oltre a noi – spiega la vicesindaca della cittadina termale, Maura Susanna -, il SAI coinvolge anche i comuni di Saint-Rhémy-en-Bosses e Champorcher, quindi i posti non sono molti.

Per questo abbiamo chiesto al Ministero come muoverci, anche perché con l’inserimento di Aosta nel progetto sarebbe possibile contare su più posti e strutture».

Per quanto riguarda l’invito della Presidenza della Regione, invece, Susanna afferma: «Credo sia fondamentale fare rete, anche perché per accogliere qualcuno c’è bisogno di un progetto. Non è sufficiente mettere un tetto sulla testa delle persone».

Il commento del presidente della Regione Lavevaz

«La Presidenza della Regione e il Celva hanno avviato una verifica sulle possibilità di accogliere persone o nuclei famigliari che sono stati evacuati dall’Afghanistan nelle scorse settimane.

Si tratta di certo di piccoli numeri, che siano rapportati alle nostre dimensioni: l’iniziativa non deve limitarsi all’accoglienza temporanea, ma alla possibilità di strutturare un progetto di integrazione che deve coinvolgere il tessuto istituzionale e sociale della nostra regione».
Il tema sarà anche all’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni di giovedì 9 settembre.

(federico donato)

 

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