La storia di Anna: «mollo tutto e vado a Pontboset»
Anna Segers, insegnante e scultrice
Persone e storie
di Cinzia Timpano  
il 09/08/2022

La storia di Anna: «mollo tutto e vado a Pontboset»

Anna Segers che ha lasciato la sua città Sily, in Belgio, per scolpire nel piccolo borgo della bassa Valle, affiancando la professione di insegnante alla passione per la scultura

La storia di Anna: «mollo tutto e vado a Pontboset».

Anne Segers è un’abile scultrice dalla vena creativa che è passata dalla città di Sily, in Belgio, al piccolo Borgo di Pontboset dove, nelle strutture Lou Creton di Luì e Le Moulin des Aravis ha inaugurato qualche giorno fa una piccola mostra a ingresso gratuito delle sue creazioni.

Anna Segers

A Pontboset l’ha portata l’amore per la montagna e quella per la Valle di Champorcher.

«È la mia vallata preferita e qui ho trovato subito molti amici» spiega.

Gufi, conigli ed altri animali sono i soggetti principali del suo lavoro, spesso intenti in un’attenta lettura.

«La lettura per me è vitale, mi porta in altri mondi e mi aiuta a essere nel presente.

Nell’opera il montanero rappresento l’esperienza di portare sé stessi in montagna, il libro racconta di una parte di noi che possiamo portare in cima e riportare poi a casa, senza lasciare traccia.

La montagna non è solo cima, anche a quote più basse possiamo provare la sensazione di essere con la natura».

Lo stile un po’ naïf delle sue sculture risulta molto pulito.

«Cerco l’armonia – conferma la scultrice – le opere che rappresentano delle abitazioni richiamano un tempo in cui uomo e animali vivevano insieme.

L’uomo non è superiore all’animale, serve rispetto per vivere in simbiosi».

Donna dinamica impegnata in varie attività, il desiderio di ritagliarsi dei momenti per sé sembra spingerla a un’arte più lenta.

«Condivido i momenti che riesco a ritagliarmi nella natura, quando scolpisco sono completamente presente, la mia mente si svuota e le mani lavorano, quando crei devi essere lì per fare un buon lavoro».

La storia di Anna: legno ma anche argilla

L’argilla è il materiale di molte opere di Anne, scultrice da sedici anni.

«Mi è piaciuto toccare la terra, è dolce da lavorare, l’argilla la procuro da un’azienda che fornisce materiale lavorato, per alcuni pezzi serve argilla vergine mescolata a quella cotta, bisogna che sia priva di bolle d’aria, il pezzo va essiccato e deve conservare la stessa umidità in ogni sua parte prima di incontrare il forno.

Questo materiale rispetto ad altri permette di togliere o aggiungere dettagli quanto vuoi».

Tra le opere, saltano agli occhi anche i visi, opere quasi grottesche, ricavate da pezzi di legno naturale raccolti nel bosco.

«Amo la materia grezza, con tutte le sue imperfezioni e mi lascio ispirare dalle forme già presenti.
Quando mi è capitato di acquistare un cubo di legno in un negozio non sapevo cosa farne.

I visi sono pezzi di ceppi che mi hanno in qualche modo parlato.
Ho creato la mia idea di esseri del bosco».

Anne lavora come insegnante e nel tempo libero si dedica alla sua passione.

«Non voglio farne il mio lavoro perché desidero poter seguire la mia ispirazione e non cedere alla pressione di dover produrre per forza pur di vendere.

Amo scolpire e la parte migliore è che nella mia scultura faccio quello che voglio».

Persone come Anne Segers ci ricordano che usare le mani e liberare la mente può far emergere dagli esseri umani qualcosa di profondamente bello.

Nella foto in alto, Anne Segers al lavoro.

(chiara dozzo)

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