Aosta Capitale italiana della Cultura: incidente diplomatico tra Comune e Ufficio di Presidenza
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 29/09/2022

Aosta Capitale italiana della Cultura: incidente diplomatico tra Comune e Ufficio di Presidenza

In Consiglio comunale è emerso il mancato appoggio dell'organismo regionale alla candidatura e al dossier del capoluogo: sul banco degli imputati il vice presidente Aurelio Marguerettaz

Un incidente diplomatico tra la Presidenza del consiglio regionale e il Comune di Aosta, nato dalla mancata adesione dell’organismo guidato dal presidente Alberto Bertin alla candidatura a Capitale italiana della Cultura 2025.

Il tutto con il mirino rivolto al vice presidente Uv Aurelio Marguerettaz.

Insomma, dietro all’iter che sta portando il capoluogo rossonero alla volata verso la selezione per la Capitale della Cultura 2025 (il 15 novembre verrà definita la short list con dieci delle quindici candidate a “correre” verso la selezione del 20 dicembre), si nasconde anche uno sgarbo tra i due enti rossoneri.

L’interpellanza

Il fatto è venuto a galla con l’interpellanza della consigliera della Lega, Sylvie Spirli.

L’alfiera del Carroccio ha dapprima chiesto come mai, alla luce della scadenza per la presentazione del dossier fissata al 13 settembre, le determine di incarico per coordinamento e redazione del dossier, nonché per l’assegnazione di incarichi (come la realizzazione del simbolo) funzionali alla presentazione dello stesso, siano arrivate il 14 e il 15.

Poi, ovviamente in maniera cosciente, la stoccata atta a dare un chiaro segnale, tradotta nella richiesta sulle motivazioni che hanno portato il Sindaco a fare una richiesta di accesso agli atti alla Presidenza del Consiglio Regionale per avere il verbale dell’Ufficio di Presidenza che ha esaminato la richiesta di collaborazione al dossier.

Il sindaco

Chiariti gli aspetti sulle tempistiche, legate al fatto «che siamo partiti molto tardi» e il dossier è stato spedito «alle 23.34», per andare con le parole dell’assessore alla Cultura Samuele Tedesco, ci ha pensato proprio il primo cittadino a esplicitare l’incidente diplomatico.

«L’accesso agli atti nasce dal diniego ad aderire alla redazione del dossier di Aosta Capitale della cultura italiana 2025 da parte dell’Ufficio di presidenza del consiglio – ha spiegato Gianni Nuti -. La cosa ci ha stupiti negativamente e anche se sapevamo che l’accesso ci sarebbe stato negato, abbiamo voluto stigmatizzare il mancato appoggio».

L’Ufficio di presidenza è composto dal presidente Alberto Bertin, dal vice Aurelio Marguerettaz e dal consigliere Corrado Jordan per la maggioranza e dai due rappresentanti del Carroccio Paolo Sammaritani e Luca Distort per la minoranza.

«Ci ha stupiti che qui ci sia stata unanimità nella scelta, mentre dall’altra parte addirittura un esponente di maggioranza contrario – ha tuonato ancora Nuti -. Ci siamo chiesti se questo inciderà anche sul futuro della candidatura e questa cosa ci preoccupa molto. Diciamo che è un piccolo neo in un contesto compatto con Celva e Giunta regionale».

I “colpevoli”

«Se tornassi indietro rivoterei per la candidatura – ha evidenziato Spirli – e mi dispiace per l’accesso agli atti negato. Il componente che ha votato contro si chiama Aurelio Marguerettaz ed è dell’Uv, non mi pare faccia parte della minoranza».

«Contando che il progetto sta particolarmente a cuore a tutta la comunità, a questo punto vorrei che si citassero tutti i votanti – ha replicato Giovanni Girardini -. Sarà cura di tutti noi andare a bere un caffé con loro».

A rivelare il resto il leghista Bruno Giordano.

«La maggioranza è tale fin quando dimostra di essere autosufficiente – ha chiuso Giordano – e per questo i rappresentanti della Lega (Sammaritani e Distort ndr.) hanno votato contro: la maggioranza non era più tale».

(alessandro bianchet)

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