Tunnel Monte Bianco, Emily Rini a capo del cda: «il raddoppio dossier prioritario»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 26/04/2023

Tunnel Monte Bianco, Emily Rini a capo del cda: «il raddoppio dossier prioritario»

Per la coordinatrice di Forza Italia «bisogna mettere in moto le diplomazie di Francia e Italia e lavorare con serietà e riservatezza»

Tunnel Monte Bianco, Emily Rini a capo del cda: «il raddoppio dossier prioritario».

Più in generale dell’incarico che l’aspetta Rini aveva dichiarato a Gazzetta Matin, annunciando l’imminente insediamento: «raccolgo la sfida con tanto senso di responsabilità e ringrazio il ministro Tajani per la fiducia accordatami».

L’affaire raddoppio

«E’ una via di comunicazione internazionale di importanza strategica bisogna guardare al futuro» aveva sottolineato. E’ consapevole del no secco delle comunità di Haute Savoie e della regione Auvergne -Rhône-Alpes senza contare la contrarietà del primo ministro francese  Élisabeth Borne.

Non si lascia scoraggiare Rini: «Bisogna studiare a fondo il dossier e mettere in moto le diplomazie di Francia e Italia e lavorare con serietà e riservatezza. La seconda canna di percorrenza, mantenendo intatti gli attuali passaggi, rappresenta il futuro».

Cita il fatto che i tunnel sono sotto «l’influenza del ministro degli esteri Antonio Tajani». Ricorda che Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è d’accordo sul raddoppio e con lui il suo viceministro Edoardo Rixi e Tullio Ferrante, sottosegretario delle infrastrutture e della mobilità sostenibili in quota Forza Italia.

Intanto le imprese del Nord-Ovest tornano a fare pressing su Roma per una seconda canna (lo riporta il rapporto del Nord-Ovest del Sole 24 Ore).

Dalla Francia

Unico alleato sul fronte francese potrebbe essere François Chemin, consigliere regionale per Auvergne-Rhône-Alpes e sindaco del comune di Fourneaux nell’alta Maurienne attraversata dal tunnel del Fréjus. Sulla questione del raddoppio non si vuole pronunciare ma ha un timore: «Sono contrario, a differenza di altri – fa sapere -, alla chiusura per 4 anni. Se i Tir si abituano a passare dal Fréjus ho forti dubbi che alla riapertura del traforo del Bianco tornino ad attraversarlo. Preferisco gli stop spalmati su 18 anni. La chiusura sperimentale da settembre a dicembre è accettabile. Avremo qualche problema per l’attraversamento di Chambéry ma si può convivere».

La società francese del tunnel del Fréjus ha appena annunciato l’apertura della galleria di sicurezza al traffico stradale dall’ultimo trimestre di quest’anno. Per Chemin non è questione che si trasformi in via di percorrenza. «I servizi di sorveglianza dovranno stare i allerta e verificare che ciò non accada». Per lui come per tutti la soluzione è il potenziamento del trasporto su rotaia, portando a termine i lavori della Torino-Lione.

 

Il sindaco di Saint-Gervais Jean-Marc Peillex è il più radicale: «Il raddoppio del tunnel non è un progetto per il futuro, al contrario – commenta -, è necessario ridurre il traffico, adottando un sistema di trasporto audace e all’avanguardia. Perché non immaginare una tramvia elettrica in Galleria o di limitare il traffico ai soli veicoli elettrici o ibridi. L’Europa, ricordo, ha deciso lo stop alle auto a diesel e benzina nel 2035. E’ tempo di pianificare il futuro».

Il resto del cda

Compongono il resto del cda Matteo Luigi Bianchi (designato dal ministero dell’Economia e delle finanze), l’architetto Sergio Roberto Togni, consigliere comunale ad Aosta nel gruppo Lega (designato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti), Alessandro Albano e l’avvocato Nicola Rubino (entrambi designati dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti su indicazione di Anas), l’ingegnere Claudio Musumeci (designato dal ministero delle Imprese e del made in Italy).

(da.ch.)

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