Decreto Superbonus, Manes: «il controllo dei cantieri ai Comuni è un aspetto allarmante»
Franco Manes
Politica
di Danila Chenal  
il 08/05/2024

Decreto Superbonus, Manes: «il controllo dei cantieri ai Comuni è un aspetto allarmante»

Decreto Superbonus, Manes: «il controllo dei cantieri ai Comuni è un aspetto allarmante». Lo scrive in un comunicato il deputato valdostano Franco Manes.

Mentre si attende l’emendamento del Governo riguardante la maxi-agevolazione del Superbonus, la Commissione Finanze del Senato sta cercando di portare a termine le votazioni sugli emendamenti agli articoli del decreto entro questa settimana.

Le preoccupazioni

Manes, rispetto a questa accelerazione, esprime preoccupazione: «Vi è preoccupazione per alcuni articoli contenuti nell’atto in questione, ad esempio l’obbligatorietà di spalmare i crediti su 10 anni, una misura annunciata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ci auguriamo non venga applicata retroattivamente. Inoltre, la norma che sembra affidare ai Comuni i controlli sui cantieri è allarmante. Se in passato i Comuni sono spesso diventati esattori per conto dello Stato, le disposizioni attuali rischiano di sovraccaricarli con l’onere dei controlli in una materia che nemmeno le strutture statali sono in grado di gestire. Francamente, non si capisce come la politica in generale non si renda conto che gli apparati tecnici e amministrativi dei Comuni sono da tempo allo stremo».

La norma in discussione prevede che i Comuni possano trattenere un ipotetico 50% degli introiti eventualmente definiti.

«Capisco la necessità dei Comuni di avere più risorse, ma imporre loro di diventare contemporaneamente agenti riscossori, fiscali e di polizia è davvero eccessivo. Non è accettabile che i sindaci siano sempre l’ultima ruota del carro in politiche come quella del superbonus, che era un’ottima idea in origine ma poi gestita negli anni in modo assurdo», sottolinea Manes che conclude: «Spero che in aula al Senato ci sia la possibilità di adeguare il disposto di legge alla realtà e alle effettive esigenze dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli, dato che quando il provvedimento arriverà alla Camera dei Deputati sarà in seconda lettura e quindi non più modificabile».

(re.aostanews.it)

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