Courmayeur: precipitano dal Mont Greuvetta: i 2 morti sono torinesi
L'elicottero del SAV (foto archivio)
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 15/07/2024

Courmayeur: precipitano dal Mont Greuvetta: i 2 morti sono torinesi

A perdere la vita ieri, 14 luglio, il professore universitario Marco Bagliani e Luca Giribone

Marco Bagliani

Sono precipitati dal Mont Greuvetta (Massiccio del Monte Bianco) per 200 metri davanti agli occhi del compagno di cordata. Sono morti così ieri, 14 luglio, due alpinisti, Marco Bagliani, 59 anni, di Torino, e Luca Giribone, 34 anni, di Bricherasio (Torino).

La tragedia è avvenuta a causa del probabile cedimento di un ancoraggio. Un terzo alpinista, ligure, rimasto in parete è riuscito a dare l’allarme ed è stato recuperato a quota 3.500 metri di quota.

Sul posto, in elicottero, il Soccorso alpino valdostano e il Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves, che si occupa degli accertamenti.

Chi erano i due alpinisti torinesi

Bagliani era professore ordinario al Dipartimento di Economia e statistica dell’Università di Torino, mentre Giribone lavorava alla Skf di Villar Perosa (Torino). Entrambi erano soci del Club alpino accademico Italiano (Caai) gruppo occidentale, sezione del Cai nata per riunire i soci con meriti speciali nell’alpinismo senza guide.

Luca Giribone

Bagliani, accademico del Cai, ha praticato alpinismo di alto livello con la salita di vie di grande impegno su grandi pareti (Nord del Cervino, Pilone Centrale al Bianco, Pilastro Rosso, Grandes Jorasses), vie tecniche in ambiente (Couloir Nord Ovest del Dru) così come scalate su roccia di alta difficoltà, dalle guglie del Monte Bianco (Fou, Grand Capucin), alle pareti dolomitiche, fino in Patagonia, sull’Aguja Guillaumet.

Era entrato nel Caai nel 2017 e dal 1985 era istruttore di alpinismo nella Scuola Gervasutti. Giribone aveva fatto ingresso nel Club alpino accademico Italiano l’anno scorso. Appassionato della grande avventura in montagna, aveva già affrontato salite sulle pareti del Delfinato, fuori moda nel panorama alpinistico attuale e quindi poco frequentate. Vantava anche un’ottima capacità nello sci ripido. Tra le sue imprese, la traversata del massiccio francese degli Ecrins (12 mila metri di dislivello) in sette giorni.

(re. aostanews.it)

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