Da 10 mesi a 92 anni: 185 facce per la Razza Valdostana secondo Giorgione
Società
di Cinzia Timpano  
il 08/10/2024

Da 10 mesi a 92 anni: 185 facce per la Razza Valdostana secondo Giorgione

In piazza Chanoux, la mostra estemporanea del fotografo ritrattista Giorgio Prodoti, omaggio all'indagine 'Razza Umana' di Oliviero Toscani

Da 10 mesi a 92 anni: 185 facce per la razza valdostana secondo Giorgione.

Capelli rosa o fuxia, trecce bionde, lunghe chiome o teste calve.
Barbe curate o incolte, scure o bianche.
Visi di bambini e jeunes d’antan.
Occhiali, cravatte, cappellini.
Outfit colorati o total black. Sorrisi e facce serie.

Oltre 1500 scatti

Sono oltre 1500 gli scatti che Giorgio Prodoti, ‘Giorgione’ per tutti, talentuoso fotografo dello studio StopDown, ha scattato per l’evento Razza Valdostana, per omaggiare il grande fotografo Oliviero Toscani.

Il fotografo ritrattista Prodoti ha inteso rivisitare in chiave locale l’indagine sociologica e culturale ‘Razza Umana’ del 2009 di Oliviero Toscani.

185 ritratti in piazza Chanoux

Il fotografo valdostano Giorgio Prodoti, Giorgione

In piazza Chanoux, dalle 9 alle 19 di domenica scorsa, Giorgione ha portato il suo studio fotografico, con 185 ritratti d’artista, stampati in successione, e allestendo in tempo reale l’esposizione en plein air dei volti di chi si è prestato agli scatti.

Aostani, valdostani e turisti, da 10 mesi a 92 anni hanno prestato il proprio viso.

Raccontare chi abita o attraversa un luogo

Il progetto Razza Valdostana conferma il suo intento: raccontare la diversità delle persone che abitano o attraversano un luogo.

Il fotografo si è detto «sorpreso e soddisfatto per la varietà che ho incontrato».

«Mi fa piacere che il titolo, forse audace, sia stato percepito non come escludente, ma come desiderio di esprimere, attraverso le persone, la realtà contemporanea della Valle d’Aosta» spiega Giorgione.

Ogni ritratto, secondo il fotografo, rappresenta la traccia dell’esistenza di ciascuno ed è segno del passaggio in un tempo e in uno spazio puntuali.

«Chi eravamo nel 2024, uguali, nell’imperfezione e nella diversità»

«Chiunque, in futuro, guarderà questo muro di sguardi – prosegue Giorgione – avrà un’idea chiara di chi eravamo noi, nel 2024, ad Aosta: individui con i capelli rosa, con le barbe lunghe, con le braccia rotte, con i denti imperfetti e gli abiti celtici.

Questo è il messaggio del progetto: siamo uguali, nell’imperfezione e nella diversità».

Nella foto in alto, una parte dei ritratti scattati da Giorgione.

(re.aostanews.it)

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