Valpelline, spray al peperoncino per l’agente di polizia locale
Spray al peperoncino nella cintura della polizia locale
CRONACA
di Erika David  
il 09/04/2025

Valpelline, spray al peperoncino per l’agente di polizia locale

Il Consiglio comunale di Valpelline ha introdotto l'arma di difesa spray nel regolamento sulla dotazione della polizia locale su richiesta del nuovo agente

Anche la polizia locale di Valpelline sarà dotata di spray al peperoncino.

Lo ha stabilito il Consiglio comunale di Valpelline, riunitosi ieri sera, approvando la modifica al Regolamento per la disciplina degli strumenti di autodifesa e contenzione fisica in dotazione al servizio di Polizia locale, su richiesta del nuovo agente.

La decisione di Valpelline arriva un mese dopo quella del servizio associato dei Comuni di di Fénis, Nus e Saint-Marcel  che hanno dotato i loro vigili dello spray antiaggressione, già in dotazione anche agli agenti di Courmayeur.

La dotazione della polizia locale

In aggiunta alle manette di cui il servizio di polizia locale di Valpelline era già dotato, ora arriva anche lo spray antiaggressione.

Il dispositivo di autodifesa «ha natura esclusivamente difensiva e non ha attitudine a recare offesa».

Lo spray antiaggressione ha come principio attivo il gas OC, Oleoresin capsicum, una sostanza naturale che sfrutta la capsaicina, derivata dai frutti delle piante del genere Capsicum, tra le quali il comune peperoncino e che risponde alle caratteristiche individuate da un apposito decreto del ministro dell’Interno del 2011.

Lo spray antiaggressione costituisce dotazione individuale assegnato in via continuativa con ricariche custodite negli armadietti individuali, chiusi a chiave.

Il regolamento

Il regolamento approvato dall’amministrazione comunale di Valpelline è composto da tredici articoli.

Lo spray sarà dato in dotazione «solo ed esclusivamente dopo l’effettuazione di un apposito corso che preveda, oltre all’addestramento all’uso, anche un’adeguata formazione relativamente ai presupposti normativi che ne legittimano l’eventuale utilizzo», si legge nel regolamento.

«Il personale che avrà in dotazione lo strumento dovrà impiegarlo esclusivamente per meri fini difensivi diretti a respingere una violenza in atto, allo scopo di rendere innocui eventuali aggressori e comunque dopo aver esperito, se ne sussistano le condizioni, ogni altro utile tentativo per gestire altrimenti la situazione di conflittualità».

L’assegnazione dello spray dovrà risultare su un apposito registro di carico e scarico e dovrà essere portato esclusivamente in servizio, collocato sulla cintura dell’uniforme, nell’apposita custodia o all’interno del borsello di servizio. Potrà anche essere portato nei servizi in abiti civili autorizzati.

«Fermo restando l’uso per finalità esclusivamente difensive, il personale che utilizzi gli strumenti di autodifesa, indipendentemente dalla redazione di eventuali atti di polizia giudiziaria, è tenuto a redigere immediata relazione di servizio al responsabile del servizio di polizia locale riguardante le circostanze e le motivazioni che ne hanno reso necessario l’impiego» precisa ancora il regolamento.

(e.d.)

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