A Barcellona è nata la Rete sindacale per l’autodeterminazione dei popoli, c’è anche il Savt
Il Syndicat Autonome Valdôtain des Travailleurs ha firmato il manifesto per la giustizia sociale e la sovranità dei popoli
A Barcellona è nata la Rete sindacale per l’autodeterminazione dei popoli, c’è anche il Savt.
Nasce la rete sindacale per l’autodeterminazione dei popoli
Un fronte sindacale internazionale capace di unire, in un’unica visione di solidarietà, organizzazioni provenienti da territori e nazioni che condividono la volontà di difendere la propria identità culturale e linguistica, ponendo al centro i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
A Barcellona, nei giorni scorsi, è nata la rete sindacale per l’autodeterminazione dei popoli, dopo un incontro di grande rilievo internazionale al Centro Culturale La Modelo.
Tra i firmatari del manifesto per la giustizia sociale e la sovranità dei popoli c’è il Savt.
Per il Savt, «la partecipazione a questa rete rappresenta la continuità di un percorso che unisce la difesa dei lavoratori alla difesa dell’autonomia dei popoli, nella convinzione che non possa esserci giustizia sociale senza libertà, né libertà senza giustizia».
Dalla Corsica alla Scozia
Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati rappresentanti di Corsica, Catalogna, Paesi Baschi, Galizia, Valencia, Sardegna, Valle d’Aosta, Bretagna, Sahara Occidentale, Nuova Caledonia, Palestina, Irlanda e Scozia: una composizione che testimonia la forza di un movimento sempre più consapevole del ruolo che il sindacalismo può e deve giocare nella difesa dei diritti dei popoli e della pace.
Il commento dei vertici del Savt
Il Savt rappresentato dal segretario generale Claudio Albertinelli e dal vice segretario Alessandro Pavoni, ha preso parte ai lavori e sottolineato l’importanza politica e simbolica dell’iniziativa.
«È stato un incontro di grande valore – hanno dichiarato – perché i sindacati presenti hanno deciso di dare vita a una vera rete, capace di unire le forze per un riconoscimento internazionale nella comune battaglia per l’autodeterminazione dei popoli.
La volontà è quella di istituire una coordinazione composta da rappresentanti di tutte le organizzazioni, che renda il network pienamente operativo. Il primo obiettivo sarà definire un regolamento condiviso che stabilisca principi, ruoli e responsabilità per un’azione comune e duratura».
La risoluzione finale
La risoluzione finale, firmata da tutte le organizzazioni aderenti, pone le basi per un nuovo spazio di cooperazione sindacale internazionale e riafferma principi di grande attualità:
• la sovranità popolare e il diritto all’autodeterminazione dei popoli
• la libertà dei prigionieri politici e il ritorno degli esiliati
• la lotta contro la misoginia e il patriarcato
• politiche economiche, sociali e ambientali che mettano la vita e i diritti umani prima degliinteressi del capitale transnazionale
• la costruzione di un fronte comune contro l’avanzata delle destre autoritarie e le disuguaglianzecrescenti
• l’impegno per la pace e il dialogo come strumenti di risoluzione dei conflitti.
La nascita del network è stata sancita dalla firma di numerose organizzazioni sindacali provenienti dadiversi territori del mondo.
Le organizzazioni firmatarie
• CSS – Confederazione Sindacale Sarda (Sardegna)
• CUT – Centrale Unitaria dei Lavoratori (Galizia)
• Intersindical Alternativa de Catalunya (Catalogna)
• Intersindical Catalana (Catalogna)
• Intersindical Valenciana (Paese Valenciano)
• LAB – Langile Abertzaleen Batzordeak (Paesi Baschi)
• JNUPW – National Union of Palestinian Workers (Palestina)
• SAVT – Sindacato Autonomo Valdostano dei Lavoratori (Valle d’Aosta)
• SLB – Syndicat des Travailleurs de Bretagne (Bretagna)
• STC – Sindicatu di i Travagliadori Corsi (Corsica)
• UGT Sario (Sahara Occidentale)
• USTKE – Union Syndicale des Travailleurs Kanak et des Exploités (Nuova Caledonia)
Con il sostegno di:
• Trade Unionists for a New and United Ireland (Irlanda)
• Bill Ramsay, ex presidente dell’EIS (Scozia)
• Coll Mccail, membro del sindacato Unite (Glasgow, Scozia).
(re.aostanews.it)
