Carcere di Brissogne, nuova aggressione a un agente, il SiNAPPe: «Escalation di violenza inaccettabile»
La casa circondariale di Brissogne
CRONACA
di Thomas Piccot  
il 09/01/2026

Carcere di Brissogne, nuova aggressione a un agente, il SiNAPPe: «Escalation di violenza inaccettabile»

I fatti sono avvenuti nei giorni scorsi nell'istituto penitenziario rossonero

Nuova aggressione a un agente nel carcere di Brissogne. I fatti sono avvenuti nei giorni scorsi e sono stati denunciati dal SinAPPe, che parla di «escalation di violenza inaccettabile».

Nuova aggressione nel carcere di Brissogne

Secondo quanto ricostruito dal Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria, un poliziotto era intervenuto per impedire gesti autolesionisti «posti in essere per motivi pretestuosi» di un detenuto di origine egiziana. L’uomo si quindi scagliato contro l’agente.

Matteo Ricucci: «Ecalation di violenza inaccettabile»

«Siamo di fronte a un’escalation di violenza inaccettabile, in larga parte riconducibile a detenuti extracomunitari che, con la loro condotta, dimostrano il totale disinteresse verso le regole detentive – tuona il vice segretario regionale di Piemonte e Valle d’Aosta del SiNAPPe, Matteo Ricucci -. Il problema dei detenuti extracomunitari facinorosi e recidivi va affrontato con la massima severità, sostenendo e velocizzando la politica dei rimpatri, perché la loro presenza in cella è un costo sociale ed economico oltre che un rischio per il nostro personale. Fino a quando queste procedure non saranno attuate in più larga scala, è tassativo dotare immediatamente il personale di Polizia Penitenziaria di efficaci sistemi di sicurezza e presidi di autotutela per difendere la propria incolumità fisica».

Raffaele Tuttolomondo: «Sistema penitenziario sul filo del rasoio»

Il segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo aggiunge il carico.

«Questi episodi sono il sintomo di un sistema penitenziario sempre sul filo di un rasoio, dove la salute e l’incolumità fisica dei poliziotti penitenziari è sistematicamente sacrificata – afferma -. Il Corpo paga un prezzo troppo alto in termini di infortuni per gestire soggetti, soprattutto di origine extracomunitaria, che con il loro atteggiamento non avvezzo al rispetto delle regole, si rendono inidonei per la partecipazione ai percorsi trattamentali dimostrando scarso interesse. Sono solo una fonte costante di violenza. Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ai sottosegretari alla Giustizia e al ministro Nordio di agire con celerità per: primo, implementare immediatamente le unità di personale; secondo, trasferire urgentemente i detenuti più facinorosi e con conclamate patologie psichiatriche in strutture sanitarie dedicate; e terzo, dotare il personale di strumentazione di sicurezza efficace e all’avanguardia».

(t.p.)

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