Coltivava legalmente cannabis light, ora rischia la condanna per spaccio
L'entrata in vigore del Decreto Sicurezza ha messo nei guai un valdostano di 39 anni; processo rinviato in attesa che sul tema si pronunci la Corte Costituzionale
Coltivava legalmente cannabis light, ora rischia la condanna per spaccio.
Da un’attività imprenditoriale di coltivazione di cannabis light, all’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dopo l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza che vieta la cannabis light.
È successo a Giampiero Semeraro, 39 anni, valdostano che dal 2018 coltivava la canapa sativa nella sua azienda agricola e al quale, lo scorso giugno, la Guardia di Finanza aveva sequestrato 200 kg di cannabis light.
Rischia una pena da 6 a vent’anni.
Oggi la prima udienza
Oggi l’uomo è comparso in tribunale per la prima udienza.
Lo rende noto l’agenzia Ansa Valle d’Aosta.
Processo rinviato aspettando la Corte Costituzionale
l suo difensore, l’avvocato Alessio Iannone ha chiesto e ottenuto il rinvio del processo in attesa che sul controverso tema si pronunci la Corte Costituzionale.
I giudici infatti dovranno esprimersi sulla legittimità costituzionale dell’articolo 18 del Decreto Sicurezza che – si legge nella norma – «vieta l’importazione, la lavorazione, la commercializzazione e il trasporto delle infiorescenze di canapa (cannabis light), indipendentemente dal contenuto di THC, anche sotto lo 0,2%».
(re.aostanews.it)
